Arianna aveva diciotto anni e viveva a Roma, una città che le sembrava troppo grande quando si sentiva sola e incredibilmente piccola quando incontrava qualcuno che conosceva.
Da qualche mese era fidanzata con Jacopo. Tra loro le cose andavano bene, o almeno così pensava. Messaggi del buongiorno, chiamate la sera, appuntamenti rubati tra le strade della città e quella sensazione rassicurante di avere qualcuno accanto. Jacopo faceva parte della sua quotidianità, di quelle piccole abitudini che, senza accorgersene, diventano importanti.
Arianna, però, aveva una passione che Jacopo non riusciva a comprendere fino in fondo: la musica di Ultimo.
Le sue canzoni erano la colonna sonora dei momenti più belli e di quelli più difficili. Arianna le ascoltava quando aveva bisogno di sentirsi capita, quando voleva sognare o semplicemente perdersi nei propri pensieri.
Una sera, sdraiata sul letto con il telefono tra le mani e le cuffie nelle orecchie, iniziò a scorrere distrattamente i social.
Fu allora che lo vide.
Un video. Un ragazzo seduto davanti a una telecamera, una chitarra tra le mani e una voce che stava cantando proprio una canzone di Ultimo.
Arianna si fermò.
Il suo nome era Flavio. Anche lui viveva a Roma.
Cliccò sul suo profilo quasi senza pensarci. Un video diventò due, poi tre. Ogni volta che Flavio iniziava a cantare, Arianna rimaneva ad ascoltare fino alla fine.
Non sapeva ancora perché quel ragazzo sconosciuto le avesse attirato l'attenzione.
Forse era solo per la musica.
O forse, da quel momento, qualcosa nella sua vita stava per cambiare.
Perché certe persone arrivano senza bussare.
Basta un video di pochi secondi, una voce dall'altra parte dello schermo e un semplice nome.
Flavio.
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