Quella delle Svalbard

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WpMetadataNoticeUltima pubblicazione dom, set 6, 2026
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Narrativa
Mistero
Siamo a Longyearbyen, Isole Svalbard. A meno di mille chilometri dal Polo Nord, in uno dei luoghi abitati più settentrionali del pianeta, vivere significa imparare a convivere con il buio della notte polare, con il gelo, con la solitudine e con una natura tanto spettacolare quanto imprevedibile. Qui la vita segue regole diverse da quelle del resto del mondo. La luce scompare per mesi, gli orsi polari fanno parte del paesaggio e ogni spostamento oltre il centro abitato richiede attenzione e rispetto per un ambiente estremo, dove la natura non è soltanto ciò che circonda gli abitanti: è una presenza costante, con cui imparare a convivere. È questo il mondo in cui la protagonista ha costruito la propria esistenza, e che considera casa. Ma quando raggiunge i sessantacinque anni, una disposizione del governo norvegese la costringe a trascorrere la notte polare sulla terraferma. Deve lasciare Longyearbyen e trasferirsi a Tromsø, lontano dalla sua terra, dal suo ritmo di vita e da quella natura con cui ha instaurato un legame quasi viscerale. Nella nuova città si sente un'estranea. I vicini la guardano con diffidenza, mentre una bambina, incuriosita dalla sua storia, riesce poco alla volta ad avvicinarsi a lei, dando vita a un'inaspettata e tenera amicizia. Per quanto tenti di adattarsi, il pensiero torna continuamente alle Svalbard. Al buio della notte polare. Al silenzio. Al ghiaccio. Alla sua casa. La sua vicenda si intreccia a doppio filo con quella della figlia Anastasya, alla quale è legata da un profondo rapporto empatico, capace di superare la distanza e il tempo. Sullo sfondo, l'impronta sensibile di un padre buono e di un marito che un giorno se n'è andato, portando con sé il loro figlio maschio e un grande segreto.
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