Lui ha 24 anni e 8 anni di carcere davanti.
È dentro per omicidio volontario. Ha ucciso il compagno di sua madre, un uomo che per anni l'ha picchiata davanti ai suoi occhi. O perlomeno, fino a quella notte, in cui lui non è riuscito più a stare a guardare. La notte in cui ha deciso di agire in sua difesa.
Da allora non parla più. Non si difende. Non vuole uscire. Vuole solo scontare.
L'unica cosa che lo tiene vivo è un telefono rubato, che utilizza solo dalle 23:00 alle 01:00, quando il corridoio è vuoto e nessuna guardia è in turno, e un'app di incontri dove non ha messo faccia, non ha messo nome, non ha messo descrizione.
Lei ha 21 anni, studia giurisprudenza e crede ancora che la legge possa salvare le persone. Le assegnano un tirocinio nello studio penale più duro della città e, come primo caso, proprio lui: il ragazzo che tutti chiamano "il caso chiuso", perché non collabora e non vuole essere difeso.
Lei non sa che è lo stesso ragazzo con cui parla ogni notte. Quello che la fa ridere, quello che le sembra l'unico a capirla davvero. Quello di cui, senza averlo mai visto, si è già innamorata.
Lui lo sa dal primo secondo in cui vede il suo nome sul fascicolo. E decide di non dirle niente. Perché se lei scopre chi è davvero, smetterà di difenderlo. E se smette di difenderlo, lui non uscirà mai più.
Ma se non glielo dice, quando lo scoprirà, e lo scoprirà, non gli perdonerà mai di averle mentito.
È la storia di un ragazzo che ha ucciso per amore e di una ragazza che deve decidere se difendere l'uomo che ama o la giustizia in cui crede. Perché a volte sono due cose opposte.
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