C'era una volta una ragazza di nome Angelica. La sua non era una vita semplice: dormiva per strada, sotto portici o tra le panchine di una città che non sempre aveva pietà, e guadagnava il poco che poteva cantando e suonando la sua vecchia chitarra, fedele compagna di mille notti fredde.
La musica era il suo rifugio, la sua passione più grande, l'unico sogno a cui non aveva mai rinunciato. Sognava di poter studiare lingue all'università, di migliorare la sua pronuncia inglese e magari un giorno viaggiare lontano, dove la sua voce potesse trovare finalmente ascolto.
Angelica era italiana, e la sua storia iniziava con un abbandono: i suoi genitori, travolti dalla miseria, erano scomparsi dalla sua vita quando era ancora una bambina. Da allora erano passati quasi undici anni. Undici anni di sopravvivenza, di solitudine e di forza.
La vita, si sa, è dura. Ma a volte, proprio quando meno te lo aspetti, ti tende la mano. Ti regala un sorriso, una sorpresa, un'opportunità da cogliere con tutto il coraggio che hai dentro
"Ma lei non lo avrebbe mai ammesso, non gliel'avrebbe mai data vinta. Perché era arrabbiata e aveva bisogno di qualcuno con cui prendersela, con cui sfogare la sua rabbia.
E, lì con lei, c'era solo lui.
-Senti, perché non torni ad ascoltare la tua musica e a fare l'idiota con la tua stupida chitarra e lasci me in pace?!
-Ah, adesso te la prendi con me semplicemente perché hai scoperto di non saper disegnare? - ribatté lui, innervosito dalla situazione.
-Me la prendo con te perché tu mi infastidisci con le tue chiacchiere e io non riesco più a concentrarmi a dovere! - lo incalzò lei, perfettamente consapevole delle cose irrazionali che stava dicendo."
Nel 2014 ho scritto questa one-shot pensando a quanto sia facile perdere la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità. La mancanza di ispirazione sa scoraggiare, ma essere smarriti non deve portare ad una resa, ma a una rinascita.
Buona lettura.