IL FANTASMA E L'OROLOGIO A PENDOLO

IL FANTASMA E L'OROLOGIO A PENDOLO

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WpMetadataNoticeLast published Wed, Jun 24, 2015
Qualche anno fa morì un noto avvocato di Milano. Passato il dolore in famiglia, alquanto numerosa, la vita riprese il suo corso nella grande casa. Lo studio non fu smantellato, ma per desiderio sia della moglie che dei figli già grandi, rimase così come l'aveva lasciato l'estinto. Veniva spesso spolverato e pulito a fondo ogni tanto, si da apparire sempre in ordine, come fosse in attività. Ma dopo qualche tempo avvenne un caso molto strano, direi terrorizzante. Mentre la domestica era intenta a pulire la stanza, e precisamente quando era chinata in terra per pulire con uno straccio vicino ad una poltrona, sentì ad un tratto un forte peso sulle spalle come se qualcuno avesse poggiato con forza le mani su di esse. Nello stesso tempo avvertì sulla schiena la vicinanza e il peso di un corpo. Istintivamente la donna alzò il capo, senza riuscire però a sollevare il corpo schiacciato da quel peso estraneo. Una volta sollevata la testa, gi occhi si posarono su un grande specchio di fronte.
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Dalla storia:Chiusi gli occhi per qualche secondo , ancora intontita e forse spaventata per quella caduta improvvisa. Quando li riaprii vidi l'autore di tutto quel disastro, che mi allungò la mano per aiutarmi ad alzarmi mentre borbottava scuse continue. Ora era più vicino e potei osservarlo attentamente: era decisamente più alto di me, aveva dei bellissimi e profondi occhi verdi, dentro i quali avrei potuto perdermi se lo avessi osservato ancora a lungo. Dei capelli ricci contornavano il suo bellissimo viso , che assunse una strana smorfia, probabilmente dovuta al fatto che lui mi stava parlando ma io non lo ascoltavo. Una ciocca riccia si spostò leggermente sul viso infastidendolo tanto che con un movimento leggero scosse i capelli con la mano portandoseli lontano dagli occhi. -mi dispiace, non ti avevo vista- disse con un tono sinceramente dispiaciuto. -ehm.. si be..non importa - le parole facevano fatica ad uscirmi. Leggete....

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