MY BEST DISASTER
  • LETTURE 221
  • Voti 14
  • Parti 11
  • LETTURE 221
  • Voti 14
  • Parti 11
In corso, pubblicata il giu 24, 2015
Per adulti
Il punto è che quando hai quindici, sedici, diciassette anni puoi fare tutto, puoi permetterti di sbagliare. Ed è bellissimo e nemmeno ce ne rendiamo conto. E l'età del saltare scuola e falsificare la giustifica. I maglioni troppo larghi, i thè sotto le coperte, la domenica pomeriggio, con gli amici. Le scritte sulle porte dei bagni di scuola. E l'età degli errori, l'età che non torna, l'età che qualsiasi cosa fai puoi sempre rimediare. É l'età dei pianti per cose che non sono niente e sembrano tutto, l'età dei primi amori, i primi baci, il dolore di quando finisce, e i "per sempre che non lo saranno mai. Ci mettiamo in gabbia per paura della vita senza renderci conto che la vita vera è proprio ora, quella che a trent'anni vorremo poter rivivere. Siamo una generazione dannata, bruciata andata, spirata. Siamo la generazione di facebook, di twitter, instagram e tumblr. È bellissimo e non c'è ne rendiamo conto. Io non me ne rendo conto, è ora di cominciare a vivere...
fino a consumarsi.
Tutti i diritti riservati
Iscriviti per aggiungere MY BEST DISASTER alla tua libreria e ricevere aggiornamenti
oppure
Linee guida sui contenuti
Potrebbe anche piacerti
Potrebbe anche piacerti
Slide 1 of 10
fine line~ //trigNo amici24 cover
𝐄𝐍𝐃𝐋𝐄𝐒𝐒 | Jacopo Sol cover
𝐒𝐂𝐀𝐑��𝐀𝐁𝐎𝐂𝐂𝐇𝐈 ; jacopo sol cover
Complici/Jacopo Sol  cover
𝐏𝐇𝐎𝐓𝐎𝐆𝐑𝐀𝐏𝐇 | Luk3 cover
Urlami addosso - Kenan Yildiz  cover
Battito - Andrea Cambiaso cover
Like a dream || Kenan Yildiz cover
Damn love. cover
𝒮audade [𝘑𝘢𝘤𝘰𝘱𝘰 𝘚𝘰𝘭] cover

fine line~ //trigNo amici24

57 parti In corso

Eterocromia. Ecco la cosa che mi ha distinta da sempre. Quei bisbigli dei bambini appena passi che ti definiscono una "strega" o una "fata" oppure i rifiuti dei ragazzi perchè "i tuoi occhi mi fanno paura". Si passa la vita a cercare un'equilibrio ed io perdo già in partenza: un occhio verde e un occhio azzurro. Nonna ha sempre detto che è stato un segno del destino, un segno che io alle regole non ci sarei mai stata. Mi fanno sentire in trappola, bloccata e imprigionata. Ho bisogno di fare tutto a modo mio e di ascoltare solo me stessa. Io mi do le regole. Io decido. Questa è stata la mia filosofia di vita per tanto tempo, prima che la gente cominciasse a sbattermi porte in faccia dandomi della viziata. Quando la scuola ha cominciato a chiamare nonna per il comportamento ho capito che era il momento di mettermi dei paletti e di trovare un equilibrio tra ciò che era giusto e ciò che era sbagliato. Gli occhi però sono l'unica cosa che resta ancora come prima. L'unica cosa che un equilibrio non lo troverà mai. Ed è bello così.