Il punto è che quando hai quindici, sedici, diciassette anni puoi fare tutto, puoi permetterti di sbagliare. Ed è bellissimo e nemmeno ce ne rendiamo conto. E l'età del saltare scuola e falsificare la giustifica. I maglioni troppo larghi, i thè sotto le coperte, la domenica pomeriggio, con gli amici. Le scritte sulle porte dei bagni di scuola. E l'età degli errori, l'età che non torna, l'età che qualsiasi cosa fai puoi sempre rimediare. É l'età dei pianti per cose che non sono niente e sembrano tutto, l'età dei primi amori, i primi baci, il dolore di quando finisce, e i "per sempre che non lo saranno mai. Ci mettiamo in gabbia per paura della vita senza renderci conto che la vita vera è proprio ora, quella che a trent'anni vorremo poter rivivere. Siamo una generazione dannata, bruciata andata, spirata. Siamo la generazione di facebook, di twitter, instagram e tumblr. È bellissimo e non c'è ne rendiamo conto. Io non me ne rendo conto, è ora di cominciare a vivere...
fino a consumarsi.