La mente come una lavagna su cui qualcuno ha appena passato una spugna, flashback spaventosi e una bocca che grida un nome che lei non vuole sentire. Sta chiamando lei? Mary se lo chiede. Mary è il suo nome da circa tre anni. Da quando qualcuno segnalò un'auto abbandonata da cui colava sangue dal baule e da cui la estrassero in fin di vita, con i ricordi annullati, al suo fianco il cadavere di un'altra ragazza quasi identica a lei. L'unica certezza sono le cicatrici che Mary si porta dietro. Un lungo taglio sul fianco, due fendenti fra le scapole mirando al cuore e un'altra nascosta dai capelli, appena un po' sopra la nuca.
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