Narrami, o Musa.

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WpMetadataNoticeLast published Fri, Jul 3, 2015
"Buongiorno … Barbie!” disse lui incrociando le braccia sul petto, pronunciando con disprezzo maggiore l’ultima parola. E’ così che mi ha sempre chiamata: Barbie. Lo ha sempre fatto con cattiveria, a causa del mio aspetto fisico, dei miei capelli biondi e dei miei occhi azzurri. Del mio modo di vestire sempre alla moda, ma soprattutto lo ha sempre fatto in modo da insinuare che io fossi una di quelle bambole senza cervello, assolutamente non in grado di pensare con la mia testa e di vivere senza appoggiarsi a un uomo come Colin. Le cose non stavano così, e questo suo modo di fare mi ha sempre irritato!" Isabel e Tomas, diversi come il giorno e la notte e segnati da un’insofferenza reciproca che rasenta l‘odio, sono costretti a vivere sotto lo stesso tetto. Saranno fuochi d’artificio in tutti i sensi: battute mordaci, scontri aperti e … qualcosa di più che li legherà inesorabilmente.
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Seduti sul tetto di un'abitazione ammirando il tramonto. Era proprio irreale. Gli misi una mano sul ginocchio, un po' per rassicurarlo e per invogliarlo ad aprirsi e un po' per poter vedere se lui era reale. "Smettila di pensare che sono irreale...io sono qui con te." Disse avvicinandosi a me. Mi mise una mano sotto il mento per farmi alzare il viso. Lo guardai negli occhi poi li chiusi. Le sue labbra si poggiarono sulle mie, donandomi una sensazione di pace assoluta. Sentivo il mio stomaco in balia di ventimila farfalle incontrollabili. Mi scese una lacrima ma non me ne curai. Stavo veramente baciando Matteo Tiberia?

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