Nel cuore del regno di Damalis, nascosto tra montagne innevate e foreste incantate, sorgeva un castello imponente. La gente del villaggio lo osservava con timore e rispetto, perché si diceva che al suo interno abitassero guardiani antichi, creature leggendarie che nessuno osava nominare ad alta voce. Vicino al castello crescevano le giovani Nerissa e Maeve, figlie del defunto generale del re, le due sorelle nascondevano un destino che non avevano scelto: erano le ultime protettrici dei draghi di Damalis. Un segreto tramandato da secoli, nascosto persino al sovrano. Per anni il loro destino era apparso attraverso dei sogni, voci portate dal buio tra una notte e l'altra, quando il mondo tratteneva il respiro e solo loro restavano sveglie. Non erano sogni. Non erano paure. Erano indizi sulla loro destino, briciole lasciate lungo il sentiero da chi era venuto prima di loro. Non erano sole. Non erano mai state sole. Erano le ultime di una fila. Le ultime mani su una catena di mani che si passava la stessa torcia da secoli.
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