Conto i tuoi sorrisi

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WpMetadataNoticeÚltima publicación jue, jul 30, 2015
Diego era un semplice ragazzo di strada. Suonava quello strumento così bello,lo manovrava con cura facendogli avere quel solito suono squillante ma sonante; come la risata di Nicky infondo,con una vita mondana e allegra,sempre alla ricerca di far bene e forse esagerare. Tra il viale delle rose ci saranno loro due,l'opposto,L'Angleno e il Diavolo. Ma saranno più uniti per scoprire il segreto del sassofono? Perché il padre di Diego è scomparso? Sarà solo un'ostacolo antipatico o un nuovo inizio,Nicky?       ~~~~~~~~~~*~~~~~~~~~~ ||Questa storia è ambientata nella dolce e per sempre sognatrice Venezia, fra i negozi colorati che attirano tanto gli occhi luminosi dei bambini, che tirano i calzoni ai genitori per fargli comprare l'ennesimo giocattolo e aggiungerlo alla collezione. Magari lo useranno solo per un giorno, per poi scaraventarlo sullo scaffale. I viali erano lunghi e spaziosi...||
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Chronos

Chronos, il Tempo, divorava i suoi figli esattamente come il tempo divora i giorni che passano per far spazio a quelli nuovi. E' proprio il tempo il protagonista di questa storia, una fan fiction su Manuel e Simone ambientata in un passato lontano, un passato di intrighi, veleni e scandalose relazioni Dal testo: E a quel punto, solo a quel punto, ogni indugio cadde, sprofondando negli abissi del desiderio, al riparo dal mondo ipocrita e bigotto fuori da quella porta, riducendosi ad un microcosmo in cui c'erano solo loro due e quella fiammeggiante sensazione che faceva ardere i loro cuori ed evaporare il sangue tanto veniva reso bollente. Il primo ad incominciare fu Manuel. Con mani tremanti sbottonò il primo bottone di quell'abito, poi passò al secondo. E al terzo. E al quarto, scoprendo a poco a poco quel corpo alabastrino che vi si trovava sotto e che, adesso, la luce della luna rendeva magnifico. Simone, dal canto suo, non aveva di simili scrupoli. Afferrò con forza la stoffa viola che gli copriva il petto e la tirò da ambo i lati, in contemporanea, sottoponendola ad uno sforzo troppo grande perché potesse resistere. E infatti la stoffa cedette di schianto, dopo una debole resistenza, aprendosi in due e scoprendogli la pelle sottostante su cui l'altro ragazzo si avventò come un corvo si avventa sulla carcassa di un animale per banchettarci, disseminando di baci qua e là la carne che vi avvampava sotto. Dalla posizione supina che aveva lui non poteva vedere alcunché, solamente una grossa macchia nera che si confondeva con la penombra della stanza che si agitava sotto di lui. Ma non gli servivano gli occhi o i colori per sapere che stava accadendo. Non aveva bisogno del rosso, del giallo o del viola per capire. La sua pelle vedeva per lui, reagiva alla lingua che la solcava, alle labbra che vi si adagiavano e a quelle dita affusolate che tracciavano linee di invisibile piacere ad ogni passaggio e giravolta che compivano.

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