Story cover for Unexpected by Willtess
Unexpected
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Continúa, Has publicado ago 13, 2015
Sentì la sua pelle mutare sotto la stretta delle sue mani, si allontanò da lui, guardando incredula ogni parte del suo corpo cambiare, trasformarsi. 
I suoi occhi, non riusciva a distogliere lo sguardo dai suoi occhi, non più dello stesso azzurro oceano, ma di un oro luminoso, sembravano quasi bruciare. Indietreggiò ancora fino a sentire le sue spalle contro il muro, si guardò intorno cercando una qualche via d'uscita, ma era troppo tardi.
Quella cosa le stava addosso.
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Pur de anna_1755
79 partes Concluida Contenido adulto
La donna che amo... Ti chiedo di aver cura di lei. L'hai veduta oggi? Hai ascoltato il tepore della sua stanza ancora chiusa al mattino? Silenziosa magnolia mescolata a sfuggente marsiglia... Metallico acciaio intessuto di lino? E l'hai scorta, alla sera, mentre, assorta, osserva le ortensie fiorite al di là delle finestre della grande sala? E dunque alla fine è come se l'avessi portata con me in fondo, ogni giorno. Mentre cammino, mi sovviene d'osservare il cielo, da lontano si odono le strida dei gabbiani, lo sciacquio del mare e tornando con lo sguardo avanti a me, è come se lei fosse lì, soltanto che io sono mezzo passo dietro a lei... Mezzo passo dietro a lei... Scavare un pertugio temporale, complice la cronologia abbastanza stringente della storia originale, un tassello differente, più o meno plausibile, nella visione conosciuta e limpida, rimasta tale anche quando la mente ed i gesti dei protagonisti si sono avventurati per meandri oscuri. Una storia altra e forse scomoda, nulla di rassicurante, perché una storia rassicurante non serve a molto, solo a girare attorno al "non voler sapere", al "non voler sperimentare". "Per favore non piangere, sono partita in viaggio per vedere il mondo, ti riscriverò raccontandoti le mie avventure", diceva la lettera. Seguiva poi un bellissimo racconto di avventure immaginarie, di viaggi e di fantasia. Elsi leggendo quelle parole suggestive che la rimandavano a luoghi lontani, si sentì immediatamente consolata. Alla fine lo scrittore le regalò una nuova bambola, chiaramente diversa da quella perduta. Ma il suo aspetto diverso venne giustificato da un biglietto: "I miei viaggi mi hanno cambiata". Qualche anno dopo, la bambina trovò un biglietto proprio dentro la sua bambola che diceva: "Ogni cosa che tu ami è molto probabile che tu la perderai, però alla fine l'amore muterà in una forma diversa". Da "Kafka e la bambola viaggiatrice" di Jordi Sierra i Fabra
"𝐖𝐡𝐚𝐭 𝐢𝐟 𝐭𝐰𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐬 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐢𝐝𝐞?"(𝐒𝐢𝐫𝐢𝐮𝐬 𝐁𝐥𝐚𝐜𝐤) de ari3elle
8 partes Continúa
"𝐋𝐚 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐟𝐞𝐜𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐬𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐮𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐮𝐧 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥'𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨, 𝐟𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐚𝐬𝐭𝐫𝐚𝐫𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐝𝐮𝐞 𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐠𝐫𝐢𝐠𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐫𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞. 𝐈𝐥 𝐧𝐚𝐬𝐨 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐨̀ 𝐚 𝐩𝐢𝐳𝐳𝐢𝐜𝐚𝐫𝐥𝐞 𝐞 𝐥𝐞 𝐥𝐚𝐜𝐫𝐢𝐦𝐞 𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐫𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐯𝐢𝐬𝐨. "𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́? 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐢𝐥 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐡𝐚 𝐚𝐯𝐮𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐛𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐦𝐞?" 𝐬𝐢 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚𝐯𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐞 𝐩𝐮𝐩𝐢𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐢𝐦𝐢𝐥𝐢 𝐚𝐥 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐥𝐚𝐠𝐨 𝐞 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐢𝐧𝐠𝐞𝐯𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐛𝐚𝐜𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐢...." (𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞́ 𝐦𝐢𝐚 𝐦𝐚 𝐞́ 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐚 𝐩𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬.)
Chasm [non farmi cadere] de Never_alone20206
5 partes Concluida Contenido adulto
"Lo scrutai impercettibile. Ora, di quel bambino dalle guance paffute, dal sorriso leggermente incurvato e a tratti associale non rimasero che gli occhi. Il color azzurro dalle mille sfumature si posò sulla mia figura , come se fosse stato consapevole da sempre della mia presenza. Mi sentì pervadere da una sensazione di freddo nonostante la calda frescura che penetrava dalla finestra appena socchiusa. Il suo sguardo fu attraversato da un qualcosa di cattivo, di intimidatorio. Un qualcosa che, a mio parere, era completamente in disaccordo con i lineamenti definiti e fino del suo volto. Certo era che il suo aspetto non poteva passare inosservato. Sentivo come se potessi evaporare da un momento all'altro, quasi all'istante sotto la pressione invisibile della sua fastidiosa e precisa osservazione. Volevo semplicemente scappare lontano da tutti, lontano da lui. Per la prima volta in vita mia mi sentì sbagliata, inadeguata. Poi realizzai. La consapevolezza di dover vivere un anno della mia vita in questa casa mi schiaffeggio senza ritegno" Aurora Blake ha sempre avuto la vita perfetta. Non si è mai preoccupata del suo comportamento sconsiderato, spavaldo e di fronte ad ogni guaio sapeva di poter contare su sua madre. Ma quando l'unico genitore che ha decide di punirla finalmente per il suo ennesimo errore Aurora si ritrova ad affrontare l'unica persona che le aveva formato, in parte, il carattere. Amava e adorava suo zio Aleksander, ma mai avrebbe dimenticato quel volto che le aveva distrutto l'infanzia. Lui, che la terrorizzava. Lui, che le tirava le trecce fatte accuratamente da sua madre. Lui, suo cugino acquisito, che già all'età di sette anni aveva quel luccichio malvagio che, spesso e volentieri, gli attraversava le iridi. "Fra tutti i bambini, zio ha dovuto scegliere quello più stronzo apparentemente"
Angelo azzurro. de emotjon
1 parte Concluida Contenido adulto
questa storia è il seguito di "Aracnide e acrilico", si consiglia di leggerla per prima, per capire meglio la situazione :) *** Una risata divertita riempì l'aria all'improvviso, seguita da un'altra più profonda ma allo stesso tempo più bassa, come fosse attutita da qualcosa. Le treccine che quasi le riempivano la testa andavano dal celeste - che in realtà era tanto chiaro da sembrare bianco - al blu notte che era tanto scuro da apparire quasi nero. Quasi nero, come i suoi occhi; con quelle ciglia lunghissime che quando le abbassava quasi sfioravano gli zigomi e la riga di eyeliner sbavato dalla notte precedente che le rendeva lo sguardo già scuro ancora più magnetico, sensuale, profondo; con quelle iridi, ora nascoste dalle palpebre, in cui sembrava di vederci il mare anche se erano colorate coi pigmenti della terra e delle cortecce degli alberi. Aveva gli occhi chiusi e rideva come riusciva a fare solo in quei momenti, solo con lui, Anna. Teneva le palpebre abbassate per evitare di guardare nei suoi occhi e sciogliersi completamente - anche se sapeva che sarebbe successo ugualmente, senza bisogno di vedere i suoi occhi castani con quelle dannate pagliuzze dorate, senza bisogno di ammirare il velo di barba che gli ricopriva le guance, senza alcun bisogno di osservare le sue labbra con gli occhi che le brillavano come illuminati da una stella che però in quel momento non c'era. Bastava immaginare, in realtà, e si sarebbe sciolta su se stessa come se niente fosse. Sentiva le ciglia di Luca - lunghe quasi quanto le proprie - sfiorarle delicatamente la guance, mentre invece quelle labbra che tanto non cessava di immaginare rimanevano a distanza, senza toccarla ma lasciando la propria scia col respiro che sapeva di fumo di sigarette e di RedBull. «Ce l'hai ancora con me, principessa?». «Ce l'ho sempre con te, amore». *** 11150 parole.
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