il mio nome è Anastasia
oggi è il mio primo giorno di scuola al liceo di londra e sinceramente non sono pronta ad andare,non conosco nessuno e sono addirittura in un altro stato.
faccio una veloce colazione,naturalmente all'italiana,preparata da mia mamma e spensierata guardai l'orologio,accorgendomi di essere in ritardo continuai a gridare:
-LA METRO!SONO IN RITARDO...
iniziai a correre come non ho fatto mai,e soltanto per culo riusci a prendere la metro.
Durante il mio viaggio ero preoccupata,le mani mi sudavano e non era una cosa normale,perchè fuori c'erano 18 gradi;continuavo a pensare ai nuovi compagni,alla scuola e alla mensa.
circondata dalle mie preoccupazioni la metro si ferma alla mia fermata,io scesi e mi diressi verso il tram.
sul tram il tempo non passava,cerano tanti ragazzi e tutti parlavano tra di loro,facendomi sentire una merda.
arrivata davanti alla mia scuola vi giuro che volevo scappare ma la brava persona che è dentro di me mi diceva di rimanere li.
Udii un suono,è la campanella,nel mio cervello,in quel momento c'erano solo bestemmie,ero in panico;ho i muscoli tutti contratti e a fatica riesco a salire le scalinate,sempre più traumatizzata arrivo in segreteria dove una signora mi accoglie in un mondo dolce,mi accompagnò in classe(1 A),presentandomi a tutti gli alunni,io naturalmente sono diventata tutta rossa e mi sono seduta nel posto che mi ha indicato l'insegnate,di fianco a un ragazzo stra carino.
finite le lezioni di inglese e matematica,ci fu un intervallino,che passai sola e nella vergogna totale.
appena risuonò la campanella che ci indicava l'inizo della terza ora,io tirai un sospiro di sollievo,almeno non sarei rimasta sola in quel momento...
ecco,finalmente è arrivata la pausa pranzo dopo essermi fermata al mio armadietto mi diressi in mensa,facendo la coda per prendere il cibo,io mi presi un po di pasta e andai a sedermi in un tavolo tutta sola...
con le cuffie nelle orecchie qualcuno mi toccò la spalla,ed era lui...
La paura di amare spinge a fuggire e a temere ogni coinvolgimento emotivo al di là del puro sesso, fino alla sua completa negazione.
Storia di due fratellastri Noah (19 anni) e Jordan (20 anni) con visioni opposte dell'amore che si ritrovano attratti uno dall'altro e costretti a fare i conti con i loro desideri e le loro paure...
Dal testo:
Ho pensato che una dimostrazione sarebbe stata più divertente..." poi mi avvicino al suo orecchio e proseguo "adesso, o ti occupi del mio problemino o mi lasci andare " abbasso gli occhi per fargli capire a cosa mi riferisco.
Jordan segue il mio sguardo e rendendosi conto delle nostra nudità e soprattutto del mio sesso nuovamente sveglio, si sposta immediatamente diventando tutto rosso "Io non sono come te, non faccio sesso con i ragazzi e poi ... tu sei mio fratello!"
Io mi avvicino nuovamente e parlo a pochi centimetri dal suo viso "Non sai cosa ti perdi... e comunque noi non siamo fratelli, sono i nostri genitori che si sono sposati", poi lo afferro per la nuca e lo bacio con violenza, il mio corpo aderisce al suo facendogli sentire la mia erezione.
Lui mi spinge via con forza, il suo sguardo è un misto di rabbia e dolore "Vaffaculo Noah!"
Io sorrido "Anche per me è stato un piacere" lo oltrepasso e me ne vado in camera mia seguito dal suo chiaro "Ti odio stronzo!"