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Alone
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WpMetadataNoticeLast published Fri, Nov 27, 2015
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Non-Fiction
Era una sera fredda di dicembre mancava esattamente una settimana al Natale ed io era ormai da un mese che facevo sedute dallo psicologo per sopraffare la mia depressione prima che mi avesse trascinato nella più buia solitudine quando nella mia testa cominciai a sentire grida strazianti di bambini probabilmente neonati e voci provenire dall'armadio dove mia madre,prima di morire,teneva le sue amate bambole di porcellana o come le chiamava lei "le sue compagne di giochi",ma non mi spaventa affatto anzi pensai che fossero effetti collaterali dovuti ai calmanti che assumevao regolarmente 2 volte al giorno. Ma poi scoprii che non era così Fine Prologo.
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Plutone

Insomma, non avevo ancora dimenticato i danni dell'amore, sapevo che nuocesse gravemente alla salute, come le sigarette che fumavo, ma la sensazione che provavo quando me ne accendevo una era stupenda. Stavo bene. Continuavo a fumare e continuavo ad amare, perché era bello riempire i polmoni di zucchero filato e dimenticarsi di tutto, anche solo per qualche attimo, prima di scontrarmi con la fredda realtà, la realtà congelata, come un lunedì di dicembre alle sei e mezza del mattino, quando c'è il ghiaccio sulla macchina e finiamo per rompere i tergicristalli nel tentativo di rimuoverlo dal parabrezza. Insomma, tutto 'sto giro per dire che le coppie normali litigano. Litigano sempre. In continuazione. Perché le persone che cominciano una relazione sono entrambe alla guida di un'auto, in cui uno mantiene lo sterzo e l'altro spinge i pedali, ma uno non vede la strada e l'altro non arriva al freno e all'acceleratore. Entrambi però vogliono arrivare a destinazione. Cioè, la cosa è importante. Certo, capita di tanto in tanto che qualcuno approfitti solo per un passaggio, ma tant'è, la vita è così. A volte ci va di culo, va a finire che almeno dividono la benzina. Io invece ero rimasto solo con le mie paure, Plutone in coda ai pianeti, lontano dal mio sole.

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