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Ho Imparato Ad Amare

Ho Imparato Ad Amare

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WpMetadataNoticeLast published Wed, Sep 9, 2015
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Fiction
Romance
Io soffrivo, ma era un dolore che mi piaceva, sapevo che piangevo per qualcuno non per qualcosa. Non sapevo con chi sfogarmi, di solito ci pensavo tanto di notte, nel mio letto, quando nessuno poteva vedermi, cercavo in tutti i modi di non piangere, mi ripetevo sempre che ero forte, ma tutto poi cedeva e così mi ritrovavo davanti allo specchio con gli occhi rossi e gonfi, con ancora quella meledetta acqua che cadeva come pioggia dai miei occhi, immaginando che lui fosse davanti a me. Mi creavo delle storie talmente belle che poi alla fine mi dicevo io stessa di smetterla, che tutti quei film mentali non sarebbero mai accaduti nella realtà. Ma lui non mi aveva lasciata, era troppo perfetto per mollare una ragazza che lo amava tanto, forse anche troppo. Lui era partito. Quello che dovevo fare era solo: ASPETTARE.
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Quando questa storia, vera, mi è stata raccontata non era così divertente. Non è mai divertente la fine di una storia di amore, tra l'altro lunga come questa. C'erano pianti e rabbia e delusione. C'era tanto dolore. Da ciò è nato il desiderio di trasformare tutto ciò. Ho chiesto alla mia amica di riflettere su ciò che le stava succedendo e di scrivermelo a grandi linee, inviandomelo la sera via WhatsApp. In pratica un diario terapeutico (la diarioterapia è spesso consigliata dagli psicologi, quelli seri, poiché sostengono che formulare a parole quello che ci fa paura o che ci preoccupa è il primo passo per liberarcene). Io però poi lo rielaboravo, cercando di metterci il meno possibile del mio ma indossando, grazie al mio distacco, le lenti dell'ironia e del sarcasmo. Poi glielo rinviavo il giorno dopo. Dopo qualche giorno era così divertita e presa dalla scrittura della nostra storia a quattro mani che lei stessa mi raccontava ormai ciò che le succedeva come fosse una barzelletta. Perché, se non ti resta che piangere, diceva qualcuno, forse è meglio prenderla a ridere.

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