Midnight Dreams.

Midnight Dreams.

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WpMetadataNoticeLast published Fri, Jun 24, 2016
“Non ho nemmeno potuto ambientarmi qui che già parto per Yankton, nel South Dakota, per raggiungere il mio nuovo college. - Prendo posto sul minivan dei miei, accendo il mio iPhone e infilo le cuffie. Destinazione: Mount Marty College.” --- “– Jayden.-. Lo guardo confuso. Come se vedesse il mio sguardo, ripete. – Il mio nome è Jayden Keats.-. Poi esce dalla stanza, e giuro di non averlo più visto per tutto il giorno.” --- “Jayden ha sul viso un ghigno divertito, segno che sapeva già che avrebbe speso la giornata con me. - Allora novellino, devo annoiarti con le aule o vuoi divertirti?-.” --- Storia a tematica omosessuale. Ogni riferimento a cose e/o persone è puramente casuale. Le informazioni utilizzate (nomi di città, ecc.) possono essere inesatte.
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♬𝑃𝑢𝑙𝑙𝑖𝑛' 𝑦𝑜𝑢𝑟 𝑓𝑎𝑐𝑒 𝑐𝑙𝑜𝑠𝑒, 𝑤𝑎𝑛𝑡𝑖𝑛𝑔 𝑡ℎ𝑒 𝑖𝑛𝑚𝑜𝑠𝑡 𝑆ℎ𝑜𝑤 𝑚𝑒 𝐼'𝑚 𝑛𝑜𝑡 𝑎𝑓𝑟𝑎𝑖𝑑 𝑜𝑓 𝑦𝑜𝑢 𝑛𝑜𝑤 𝐼'𝑚 𝑛𝑜𝑡 𝑎𝑓𝑟𝑎𝑖𝑑 𝑜𝑓 𝑦𝑜𝑢 𝑛𝑜𝑤 𝑉𝑖𝑙𝑙𝑎𝑖𝑛 𝑎𝑛𝑑 𝑣𝑖𝑜𝑙𝑒𝑛𝑡, 𝑖𝑛𝑓𝑎𝑛𝑡 𝑎𝑛𝑑 𝑖𝑛𝑛𝑜𝑐𝑒𝑛𝑡♬ ꧁꧂ Lee Minho non aveva mai creduto nelle seconde possibilità, e men che meno nella possibilità di un cambiamento. Per lui, la vita era un viaggio già scritto, senza deviazioni, fatto di noia, insoddisfazione e qualche amarezza qua e là. Forse per questo sua madre aveva deciso di mandarlo lontano da casa, dalla frenesia della città, nel piccolo e tranquillo paesino di Levanter, una minuscola comunità incastonata tra le colline, dove il tempo sembrava essersi fermato. Minho odiava tutto di quella decisione. Odiava i campi infiniti che sembravano non avere mai fine. Odiava il silenzio spezzato solo dal vento. Odiava il fatto che la scuola fosse a mezz'ora di distanza e che ogni mattina dovesse alzarsi presto per prendere un vecchio trenino cigolante, pieno di studenti chiassosi e anziani con cui non aveva nulla in comune. Ma, più di ogni altra cosa, odiava sentirsi come un esiliato, condannato a vivere in quel posto "per il suo bene". Alla scuola di Levanter, Minho si sentiva fuori posto tanto quanto nel resto del paese. Non era interessato a fare amicizia, e il suo atteggiamento freddo e scorbutico teneva tutti a distanza. Tutti tranne un ragazzo. Han Jisung era diverso dagli altri: sempre con un sorriso pronto, eppure mai invadente. La sua allegria sembrava contagiosa, ma nascondeva una timidezza che Minho non riusciva subito a decifrare. In apparenza, i due non avrebbero potuto essere più diversi. Eppure, giorno dopo giorno, viaggio dopo viaggio sul trenino

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