Nuova scuola...Nuova vita...

Nuova scuola...Nuova vita...

  • WpView
    Reads 9
  • WpVote
    Votes 1
  • WpPart
    Parts 1
WpMetadataReadOngoing
WpMetadataNoticeLast published Sat, Oct 3, 2015
Era il primo giorno di scuola, Simona doveva andare alle superiori e non conosceva nessuno.. Si svegliò,si vestì in tutta fretta e non fece colazione perché era troppo nervosa e lo stomaco si era chiuso... Era pronta per andare a scuola,questa giornata l'aveva pianificata da molto tempo e sperava che andasse tutto bene. Arrivata davanti alla scuola le gambe iniziarono a tremare,il cuore batteva a mille e non poteva fare a meno di guardare l'orologio. Erano le 08:10 finalmente la campanella suonò e a lei fu assegnata la classe 1A,entrò e tutti intorno la guardarono non sapeva cosa fare e si sedde da sola. Non era asociale ma era un po timida. Però dietro di lei c'erano due ragazze Melissa e Lucia che gli tesero subito la mano e fecero amicizia. Ma c'era un ragazzo che la fissava in modo dolce,si chiamava Stefano.Un giorno Stefano gli chiese il numero,lei glielo diede e diventarono amici all'istante, ma lei intuiva che Stefano nn voleva essere solo un amico per Simona. Continua...
All Rights Reserved
Join the largest storytelling communityGet personalized story recommendations, save your favourites to your library, and comment and vote to grow your community.
Illustration

You may also like

  • Come un fiore nella neve
  • La luna è bella vero? // dadda x awed
  • Il mondo nei tuoi occhi // DADDAWED
  • La sorpresa
  • A scuola con loro || Big Time Rush ♡
  • my best friend ~Awed
  • insieme
  • 𝐔𝐧 𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨 || 𝓓𝓪𝓷𝓲𝓮𝓵 𝓓𝓪𝓭𝓭𝓮𝓽𝓽𝓪 ||

«Simo, per quanto tempo ancora pensi che potrai struggerti per questa cosa?» mi chiede, senza neanche alzare gli occhi dal libro enorme su cui stava provando a studiare. «Ehm, non lo so... per sempre?» rispondo io con tono tranquillo, quasi come fosse la cosa più ovvia al mondo. Ride, la sua risata è squillante e cristallina, come sempre. Poi si ferma e finalmente alza lo sguardo dal suo libro, guardandomi quasi spaventata: «Non dicevi sul serio, giusto?» Rido anch'io, ricordando perché sia la mia migliore amica. «Facciamo così» continua lei «domani sera, dopo il corso, ci facciamo una bella uscita io e te da soli, come i vecchi tempi, e ti prometto che ti farò divertire, o ubriacare, così tanto che non ti ricorderai più neanche il suo nome!» Non mi sembra esattamente una buona idea. «Con te, ubriaca... e questa sarebbe la tua fantastica idea?» le chiedo io, per poi continuare: «Una cosa è sicura: la serata di domani, se non per dimenticare, mi servirà sicuramente per cacciarmi in guai ancora più grossi!» Uso un tono volutamente melodrammatico, facendo uscire l'attore che è in me. Non immagino ancora quanto in realtà io abbia ragione.

More details
WpActionLinkContent Guidelines