Urla di carta

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WpMetadataReadComplete Tue, Oct 6, 2015
"Io, invece, sono come un'immagine riflessa in uno specchio: una foto sbiadita di un pensiero." Questo libro è vita. Raccoglie tutti i racconti brevi e le raccolte di poesie che ho scritto nel corso di due anni e che sono stati scartarti dal romanzo che sto redigendo. Sono incredibilmente variegati perché sono espressione di una crescita personale che ha portato a dei risultati finali, scritti in piccoli "urli" su fogli di carta. Ogni racconto breve, ogni serie di poesie, è un piccolo urlo scritto nella monotonia di notti senza sonno. Non controllo mai cosa ho scritto, lo pubblico e questo è parte integrante di ciò che rende intrigante il mio modo di scrivere: l'essere diretto ed il parlare come davanti ad uno specchio. Dai, abbiamo molto di cui parlare. Il capitolo 11 è il capitolo 1 del libro che sto scrivendo, giusto un assaggio di un qualcosa che forse non pubblicherò mai.
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Questo libro è una sorta di autobiografia, ma non nel senso classico. Non parlo direttamente degli eventi della mia vita, ma delle emozioni che ho provato nel viverli. È un viaggio attraverso i pensieri più bui, le sensazioni più pesanti, i momenti in cui tutto sembrava crollare senza motivo apparente. Parlo di disturbi reali, di dolore reale, ma anche di confusione. Non so se tutto ciò che ho vissuto abbia un nome clinico. Non ho diagnosi scritte su carta, ma ho sintomi che si sentono sulla pelle, nella testa, nello stomaco. Questo libro è per chi si è sentito sbagliato, rotto, fuori posto. Per chi mangia troppo o non mangia affatto. Per chi si guarda allo specchio e si odia. Per chi si è fatto male con le sue stesse mani, o con i suoi stessi pensieri. Per chi passa da una dipendenza all'altra. Per chi non sa bene cosa ha, ma sa che qualcosa non va. Scrivo per non impazzire. Scrivo perché magari, tra tutte queste parole, qualcuno si ritrova. E si sente un po' meno solo. E forse anche io.

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