Ti stavo aspettando

Ti stavo aspettando

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Aug 29, 2017
"Dici di amare la pioggia, ma apri il tuo ombrello. Dici di amare il sole, ma cerchi un posto all'ombra. Dici di amare il vento, ma chiudi la finestra. Ecco perché sono spaventato, perché hai anche detto di amarmi." -William Shakespeare Fin da quando era piccola Andrea aveva sognato di andare a vivere nella città americana presente nei sogni di tutti: New York. Tuttavia non sarebbe stato semplice come aveva sperato trascorrere lì la sua vita. Amava il lavoro ricevuto da poco, ma il rapporto travagliato con il capo, un uomo desiderato da ogni ragazza, le dava parecchi problemi. I perenni conflitti tra i due li avrebbero condotti in posti poco sicuri per entrambi. Presto sarebbero stati stravolti e avrebbero dovuto rivivere ricordi e fantasmi che pensavano e speravano di aver cancellato per sempre dalla loro memoria, costretti a prendere decisioni da cui in passato erano scappati e che mai avrebbero pensato di dover prendere. Nessuno sa che cosa succede quando i limiti vengono superati....
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Non esisteva logica nel loro rapporto. Questi si desideravano di brutto. Si guardavano come se dovessero scoparsi da un momento all'altro poi peró aprivano bocca e si finiva per litigare. Erano talmente incompatibili, credo si stessero anche sul cazzo sinceramente. Una sera li avevo visti baciarsi, un bacio di quelli che ti vien da dire: "Mollatevi, non sta per andare in guerra!" Il giorno dopo lei gli urlava che non poteva funzionare tra di loro e di non cercarla piú. Lui era arrogante. Credo fosse così arrogante per bia del fatto che si sentisse solo al mondo. Lei questo lo aveva capito, vedeva in lui una sensibilitá mai conosciuta. Era come se lui riuscisse a soffrire anche per gli altri, come se si caricasse sulle spalle la sofferenza di tutti. Quando la guardava, lui le mischiava gli organi. Quando la baciava era attento a tutto, mai un bacio fine a se stesso. Le mani le usava per disegnarla, l'accarezzava ovunque. Lei era bella. Non avevano bisogno di nessuno, stavano bene da soli. Ecco perché quei ragazzi si disturbavano a vicendo, ecco perchè si trattavano con strafottenza. Stavano distruggendo l'unica certezza della loro vita, se stessi. Lui con lei perdeva totalmente il controllo e questo non poteva sopportarlo. Erano un gran casino quei due insieme. Un disordine così profondo e intimo che quando erano nella stessa stanza non si capiva dove finisse lei e iniziasse lui. • Fan Fiction dedicata a Camilla, la mia migliore amica •

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