Silenty Killer

Silenty Killer

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WpMetadataReadTerminé mar., nov. 10, 2015
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Fiction
Horreur
Un giorno uscendo di casa per chiudere il garage vidi , per la strada, degli occhi pieni di sangue e di rabbia contro di me. Era una persona tutta nera ma dopo tirò fuori un arco con la punta rossa e io nella mia mente penso: "Ma chi cavolo é quello?". Cominciò a sussurare "Tu verrai con me ALL'INFERNO !". Io mi misi a correre verso casa gridando a squarciagola e arrivato a casa mia madre diceva "Ma cosa è successo? ". Io non riuscivo più a parlare perché non avevo più voce ma ad un tratto lo vedo alla finestra che mi fissava e poi tirò fuori la testa di mio padre allora io andai a controllare con mia madre "Hhhaaaaaaaaaaaaa!" A mia madre prese un colpo e morì a terra ma non era morta di paura, le se vedeva una freccia conficcata in schiena. Io cominciai a correreper la strada gridando "C'è un pazzo maniaco che mi vuole uccidere!" Ma per sfortuna chiamarono la polizia e mi hanno arrestato e messo in un manicomio. Dicevano che ero pazzo ma io sapevo quello che era successo.
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SEQUEL DI SCOMESSA MORTALE «È tutto nel sangue, non è questione di passato o persone ma nel sangue, il mio. Nelle mie vene scorre sangue marcio, nero come me, come i miei demoni e ti ho portato con me affondo» le urlo mentre lei prova ad abbassare la pistola che avevo in pugno. «Blacke, guardami» la guardo, i suoi smeraldi, i suoi bellissimi smeraldi mi imploravano di smettere, di ritornare da nostro figlio, dalla nostra famiglia. «Non posso, non posso farlo» urlo in mezzo al bosco con rabbia e dolore. «Allora spara Blacke, ma sparami nel petto perché se sbagliassi il colpo, dovrò farlo io» Esce la pistola e la punta contro di me. «Sei fiamma che brucia, la mia fiamma» mi ripete con le lacrime che li rigavano il volto pieno di lividi e graffi ed io mi sentivo morire perché l'avevo fatta scendere nel mio profondo, nel buio più scuro e marcio che era il mio cuore, dove solo lei ha visto ogni cosa di me, ogni mio aspetto, soprattutto il peggiore e mi amava ugualmente. «Blacke lasciati andare, fallo per noi» Implora con i suoi occhi, mi volto e guardo le nostre moto distese a terra, ridotte peggio di noi. «Mi dispiace Amore mio» dico con un nodo in gola e poi in un attimo giro la pistola sulla mia tempia e premo il grilletto. ⚠️Attenzione, presenti nella storia scene esplicite di sesso, violenza e presenti anche uccisioni⚠️ La storia è coperta da copyright

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