"Assenzio" non è una storia d'amore. È qualcosa che somiglia troppo a una trappola. Maily si è trasferita a Squamish con l'idea che cambiare città potesse bastare a cambiare anche tutto il resto. Nuovi corridoi, nuove facce, nuove regole per tenere le persone a distanza giusta. Perché Maily non si fida di nessuno che resti troppo a lungo. E soprattutto, non si fida di chi la guarda come se già la conoscesse. Lee Kammel non dovrebbe essere un problema. È solo uno studente universitario in visita, una presenza temporanea dentro una vita che non ha bisogno di interferenze. Eppure, nel momento in cui entra nel suo spazio, qualcosa si incrina. Non è gentile. Non è prevedibile. Non è facile da ignorare. È il tipo di ragazzo che non chiede permesso per restare nei pensieri degli altri. Tra loro non c'è dolcezza, né comprensione immediata. Solo scontri, provocazioni, una tensione che cresce ogni volta che si ritrovano nella stessa stanza come se fosse inevitabile. E più cercano di allontanarsi, più qualcosa li riporta sempre allo stesso punto. Come se ci fosse un filo invisibile che non si spezza mai davvero. Maily non lo vuole vicino. Lee non sembra disposto ad andarsene. E nessuno dei due capisce perché, ma entrambi hanno la sensazione che quella connessione non sia solo casuale. Solo che alcune verità non arrivano quando sei pronto. Arrivano quando è troppo tardi per ignorarle. E da lì in poi, niente resta uguale.
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