In Altomare

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WpMetadataReadComplete Mon, Nov 16, 2015
Maria Altomare Rizzi guardava il sole morire annegato tra mille colori e una pozza d'oro rosso. Pensava alla sua vita, Maria Altomare, fino a poco prima avvolta nella nebbia e ora improvvisamente nitida, come quando metti a fuoco con lo zoom per fare una foto. E mentre guardava con sufficiente distacco tutti i suoi pensieri che stavano accompagnando il sole nella sua lenta morte, tizzone ardente che si spegneva nel mare, le mille notti insonni le parvero inutili, le elucubrazioni puro esercizio mentale, le lacrime versate ridicole. Quando l'ultimo raggio si spense un brivido la percorse. Capì che al destino non si sfugge, mai. Abbandonò i vestiti sulla rena, Maria Altomare, e nuda affrontò le onde. Bracciata dopo bracciata tutto trovava posto, come le tesserine del cubo di Rubik che non era mai riuscita a finire. L'acqua ancora calda lambiva il suo corpo, non più giovane, ma che era stato sempre capace di sognare, forse un po' di più degli altri. Sentiva che ogni colpa veniva la
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C'era una volta una bambina felice, un'amicizia speciale, un legame indissolubile. Si c'era, perché questa è la mia vita non una fiaba... Tutto sta per cambiare, il passato sta per tornare e io ho paura: paura di affogare di nuovo in quell'incubo, paura di perdere me stessa, paura di perdere lui. "Il mio istinto mi gridava di scappare, di fermarmi, di impedire alle nostre labbra di sfiorarsi... Ma non potevo, non riuscivo più a controllarmi, sentivo che tra noi c'era qualcosa di così profondo e primordiale, che non potevo più ignorare. Eravamo legati, e qualunque cosa fosse non era mai stata così forte.... Bastò un solo sguardo...Il mio corpo si accese e iniziò a formicolare , la sua voce roca solleticò le mie orecchie e in meno di un secondo le sue labbra furono sulle mie. Era fuoco che brucia, che ti travolge, che ti toglie il respiro e ti consuma... Lui mi reclamava e l'incendiò divampò ."

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