Nessuna via d'uscita.

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WpMetadataNoticeLast published Sun, Dec 6, 2015
Questa è una storia diventata un breve romanzo. La mia storia. Attraverso i miei pensieri e le mie sensazioni provo a dare una risposta a tutto quello che mi sta accadendo, provo a trovare una soluzione, una via d'uscita e una persona che possa capirmi dando una svolta a tutto questo. C'è qualcosa in me che mi spinge a comportarmi diversamente da come sono, a rielaborare pensieri confusi e forse lontani da questo mondo. Cerco di mettere in ordine la mia mente per stare finalmente bene.
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Questa non è una fiaba. È la cronaca tragicomica di una bambina che sognava un papà normale e si è ritrovata un anfibio con pessime abitudini. Dentro ci trovi speranze, delusioni, una buona quantità di ironia e la consapevolezza che, a volte, l'amore non basta. È un racconto breve, perfetto da leggere tutto d'un fiato (o sul water, se preferisci), e che - con un po' di fortuna - potrebbe farti sentire meno solo nei tuoi casini familiari. L'ho scritto per me, per rimettere insieme i pezzi e capire cosa mi fosse successo. Era la mia terapia privata. Non pensavo di farlo leggere a nessuno, poi, per sbaglio, l'ho fatto leggere a un paio di persone. Mi hanno detto: "Prova a condividerlo." E niente. Eccomi qui. Mi scuso in anticipo per gli errori di grammatica, le virgole e i punti messi a sentimento o le ripetizioni ossessive... Purtroppo, non riesco ancora a rileggerlo tutto senza sentirmi uno straccio. Ma se ti va di segnalarmi qualcosa, te ne sarò grata. E tranquilli, lo so che scrivo un po' alla "cazzu de can" (dal francese, ovviamente). Non ambisco al Nobel, né a torturarvi con altri papiri pieni di virgole messe a casaccio. Questo "libro" è nato per sbaglio. Se vi fa riflettere o bestemmiare... missione compiuta. Potete usarlo anche come esempio - uno di quelli da NON seguire - se un giorno vorrete avere figli con meno traumi di me.

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