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WpMetadataNoticeLast published Wed, Nov 18, 2015
Ho avvertito un tremito al cuore, e poi un acuto dolore. Forse la paura ha reso tutto più intenso, ma ho sentito accendersi, dentro di me, un intenso malessere. Ero terrorizzata, cercavo di urlare, ma nessun suono usciva dalle mie labbra , mentre mi stringevo il petto. In quel momento l'unica cosa che ho potuto fare è stata sperare: ho chiuso gli occhi e speravo, nella disperazione, che mia madre si alzasse dal letto e avvertisse il mio dolore, o che tutto cessasse nel modo più veloce possibile. E accadde. Finì tutto in quell'istante, in quella stanza. Morì tutto, con me. Ricordo che l'ultimo pensiero lo rivolsi a lei, ad i suoi occhi, mentre tutto scemava e respiravo le ultime particelle di ossigeno. Mi resi conto che mi stavo aggrappando alla vita come non avevo mai fatto prima; che, nonostante avessi atteso quel giorno da tempo, volevo che non fosse giunto il mio momento, non ancora. Perché tutto vale di più qua do sei sul punto di perderlo, anche la vita.
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SEQUEL DI SCOMESSA MORTALE «È tutto nel sangue, non è questione di passato o persone ma nel sangue, il mio. Nelle mie vene scorre sangue marcio, nero come me, come i miei demoni e ti ho portato con me affondo» le urlo mentre lei prova ad abbassare la pistola che avevo in pugno. «Blacke, guardami» la guardo, i suoi smeraldi, i suoi bellissimi smeraldi mi imploravano di smettere, di ritornare da nostro figlio, dalla nostra famiglia. «Non posso, non posso farlo» urlo in mezzo al bosco con rabbia e dolore. «Allora spara Blacke, ma sparami nel petto perché se sbagliassi il colpo, dovrò farlo io» Esce la pistola e la punta contro di me. «Sei fiamma che brucia, la mia fiamma» mi ripete con le lacrime che li rigavano il volto pieno di lividi e graffi ed io mi sentivo morire perché l'avevo fatta scendere nel mio profondo, nel buio più scuro e marcio che era il mio cuore, dove solo lei ha visto ogni cosa di me, ogni mio aspetto, soprattutto il peggiore e mi amava ugualmente. «Blacke lasciati andare, fallo per noi» Implora con i suoi occhi, mi volto e guardo le nostre moto distese a terra, ridotte peggio di noi. «Mi dispiace Amore mio» dico con un nodo in gola e poi in un attimo giro la pistola sulla mia tempia e premo il grilletto. ⚠️Attenzione, presenti nella storia scene esplicite di sesso, violenza e presenti anche uccisioni⚠️ La storia è coperta da copyright

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