Il risveglio

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WpMetadataNoticeLast published Fri, Jan 29, 2016
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Era una creatura meravigliosa. Pareva una ninfa. Possedeva degli occhi color marrone scuro che ti scrutavano nel profondo a ogni sguardo. Aveva un bel viso rotondo piuttosto pallido, che le donava un'aria misteriosa e attraente, con un paio di lentiggini quà e là. I suoi capelli, anch'essi color marrone, però meno scuro, a ogni movimento cadevano su quelle esili spalle, come fossero onde che si infrangevano sugli scogli del mare.
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Nessuno torna davvero dal Mare del Sangue. Non intero. Non innocente. E alcuni non tornano affatto. Le onde si infrangevano lente contro i moli di Corvamar, la città delle cupole scarlatte e delle leggi spezzate. Il sole era un fantasma d'ambra all'orizzonte, e la nebbia che saliva dal mare aveva l'odore dolciastro delle alghe morte e delle bugie dimenticate. Sulle banchine, i marinai si facevano il segno dei Quattro Venti, le dita tremanti, le labbra salmastre di paura. Qualcuno diceva che le sirene fossero tornate. Altri parlavano di una donna nuda che camminava tra i mercanti prima dell'alba, col sale tra le cosce e il canto del mare nelle ossa. Nessuno osava nominarla ad alta voce. Lei camminava tra loro senza voltarsi, i piedi nudi che lasciavano impronte d'acqua sul selciato rovente. Non aveva nome per gli uomini, ma nel profondo delle acque era conosciuta come Nysha, figlia dell'Abisso, l'Ultima del Patto Infranto. Portava negli occhi la luce fredda dei fondali, e sulle labbra la promessa di una vendetta millenaria. Nel cuore del Palazzo delle Maree, sopra una mappa cesellata in corallo e ossidiana, Kael Morvar, Principe d'Eredità, posava lo sguardo sulle rotte perdute. I suoi occhi, color tempesta, si fissavano su un punto del mare: l'Arcipelago degli Esiliati. Le sue mani, callose per la spada e la pelle, si chiusero a pugno. Lui conosceva quelle isole. Conosceva la voce che le abitava. Una volta, l'aveva amata. Una volta, l'aveva tradita. E ora quella voce stava tornando per lui.

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