Nel regno velato di Velinthar, dove il cielo si specchia nelle lacrime degli alberi e i fiumi scorrono col peso dei ricordi, visse una regina tanto potente quanto silenziosa. Il suo nome era Casellia Tharnéa, e nessuno ricordava un tempo in cui non regnasse. Ella non parlava spesso. Quando lo faceva, le sue parole si intrecciavano a echi di secoli dimenticati. Perché Casellia non governava con eserciti, né con spade. Lei regnava con ciò che gli altri avevano perduto: la memoria. Ma neppure una regina della memoria poteva dimenticare la profezia. Una verità sussurrata nei sogni degli antichi: "Colei che ricorda tutto, sarà colei che distruggerà ogni cosa." Casellia, la regina amata. Casellia, la madre. Sapeva. Da sempre. Che un giorno sarebbe diventata la fine del mondo. Così fece l'unica cosa che il suo cuore, non la sua corona, le ordinava. Crescesse Meya. Non solo una figlia. Una speranza. Una salvezza. Casellia le insegnò la magia, le trasmise le chiavi del tempo e i segreti del sangue. La guardò crescere. La chiamò "mia luce". La temette.
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