Story cover for Panic Attack by maryantonellalove
Panic Attack
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Complete, First published Dec 13, 2015
Senso di vuoto interiore. In un attimo ti estranei da quello che è il tuo corpo, iniziano i tremori e sei tesa come una corda di violino...E poi la senti, piano piano arrivare senza bussare come un ospite indesiderato apre tutte le porte e fa sobbalzare il tuo cuore. Tachicardia, mancanza di respiro, oppressione al petto e lei è sempre lì a guardare la scena del tuo dolore e fare da spettatrice di quest'agonia!
Hanno dato un nome a questi sintomi:ansia, attacchi di panico, stress,depressione...
Ma il suo vero nome è Paura!
Si, paura di morire e non poter vedere crescere mio figlio, paura di svenire ed essere sola, paura che si tratti di un infarto e tutti dormono attorno a te.
Finché stremata e stanca come se avessi fatto chissà quale sforzo fisico, il cuore ritorna ad un ritmo regolare. La mente ancora piena di brutte cose prova a pensare a qualcosa di bello, qualcuno per cui valga la pena combattere...Mio Figlio!
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Un bambino, nel suo percorso di crescita, cade e si rialza continuamente. Ogni caduta lo avvicina al suo obiettivo, senza paura del fallimento. Non pensa alle conseguenze, ma continua a provare. Noi adulti, invece, spesso ci fermiamo per paura di non farcela. Ogni volta che cadiamo, le nostre insicurezze ci paralizzano. L'ansia ci fa dubitare delle nostre capacità e ci spinge a evitare il rischio di fallire. A volte non ci rialziamo nemmeno, per paura del dolore che potrebbe seguirci. Eppure, ci sono persone che, nonostante le difficoltà, riescono a fare ciò che il bambino fa naturalmente: rialzarsi e ricominciare. Non è facile. Io, ad esempio, mi sono persa prima di trovarmi. Ora mi trovo in un limbo, dove, pur avendo la forza fisica di camminare, la mia mente è paralizzata dall'ansia. I traumi passati e le ferite non guarite mi tengono bloccata in un ciclo di paura e incertezze. Il futuro mi appare minaccioso e la mia autostima fragile non mi permette di andare avanti. Le gambe sono pronte a muoversi, ma la mente è intrappolata nei pensieri ansiogeni. Qui non troverete soluzioni facili. Vi racconterò la mia storia, perché credo che sapere che qualcun altro sta vivendo la stessa cosa possa essere più utile di mille "meditazioni" o "respirazioni profonde". Queste tecniche sono utili, ma ciò che aiuta davvero è capire che non siamo soli. Non siamo gli unici ad avere un passato difficile o a sentirci intrappolati. Sì, sembra che tutto vada storto, ma va bene così, per il momento. Accetto di stare nel mio fango, ma ho deciso di riprendere il controllo. Voglio cambiare il mio modo di pensare, voglio ricominciare a camminare. Per questo ho scelto il nome "RESET". È come se fossi appena nata. Non ci sono genitori che mi incoraggiano, ma c'è uno psicoterapeuta che mi spinge a non arrendermi. Il primo consiglio che vi do: affidatevi nelle mani giuste, perché solo chi sa dove si trova può aiutarvi a ritrovare voi stessi.
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