Elia si ritrovò a fissare l'ingresso, incapace di muovere un passo. Era all'ingresso dell'Accademia, ma senza il coraggio di muovere un passo per attraversare la strada. Fingeva di leggere i cartelloni pubblicitari "Settimana dell'arte: vieni a scoprire i nostri corsi nei giorni di Open-day", una frase che aveva letto e riletto nelle locandine che aveva trovato in città. Si guardò intorno, chiedendosi in che pasticcio si fosse cacciato, pensando che in ogni momento poteva passare un auto o qualcuno che avrebbe potuto riconoscerlo. Aveva mille pensieri e mille timori per la testa, finché non si accorse di una figura minuta, che attirò la sua attenzione. Davanti all'ingresso. Una ragazza. Si muoveva freneticamente. Avanti e indietro, come se stesse aspettando qualcuno. Lunghi capelli castano scuro, ricci, di tanto in tanto, nervosamente si passava una mano sul viso, a scostare le ciocche ribelli che le ricadevano in volto. Si guardò intorno con fare circospetto. Poi si bloccò di scatto e con passo deciso varcò l'ingresso dell'Accademia.
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