L Ultima Sera Di Ottobre

L Ultima Sera Di Ottobre

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WpMetadataNoticeLast published Wed, Feb 3, 2016
Era atroce, e al tempo stesso sublime, ammirare l'infernale paradiso inscenato dall'autunno al di là del vetro un po' sporco. Martino fissava, immobile, nel silenzio senza fine che stagnava nella sua stanza, seduto davanti alla finestra. E pensava. In fondo non gli restava altro, da fare, e pensare gli procurava un misto di angoscia ed esaltazione. Le foglie secche frustate dal vento planavano come grigi pipistrelli ubriachi, cozzando le une contro le altre nell'imboccare improvvisi mulinelli d'aria. Il cielo era di un meraviglioso color cenere, verso ovest, una cenere sotto la quale andava morendo una brace sanguigna e tremolante. Spostando lo sguardo verso est, gradualmente, si poteva contemplare invece l'ineluttabile, strisciante avanzare della notte, pronta già ad inghiottire il mondo. Le luci accese, nelle case, erano minuscoli rettangoli intrisi di una serenità struggente, brillanti focolai di redenzione, di pace, di calore... Martino aveva solo la candela, con la sua fiammella m
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La ragazza osservava la collina, quella casa là in alto, quei cespugli verdi che si inerpicavano a gradoni, come avessero gli artigli per aggrapparsi fino all'ultimo sforzo, ed era curiosa, molto curiosa di sapere chi ci abitasse lassù. A mano a mano che il quadro prendeva forma, il pennello non si fermava, volava sulla tela e i colori si mescolavano... Elena era immersa nel suo mondo, quando lo sgommare di un'auto si fermò proprio accanto a lei. Uno sportello si aprì: "Ehi tu! - una voce d'uomo autoritaria l'apostrofò imperiosa - cosa ci fai sul mio terreno? Prendi la tua spazzatura e sparisci. Hai dieci minuti per portare il culo fuori da qui, quando torno non voglio vedere nessuno, altrimenti ti denuncio... spero di essere stato chiaro.

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