Dee è una comune adolescente di diciassette anni, ma non è mai stata "solo" una ragazza della sua età. Da quando suo fratello David l'ha portata via da casa, a dieci anni, la sua vita ha smesso di fare rumore fuori... per iniziare a farlo dentro. Una guerra silenziosa, continua, che non ha mai davvero imparato a combattere. Ci convive. Giorno dopo giorno. Con quella sensazione costante di essere sul punto di cedere, di rompersi, di non riuscire a tenere insieme i pezzi ancora per molto. Così ha fatto l'unica cosa che le riusciva bene: ha smesso di farsi vedere. Ha costruito una versione di sé fatta di distacco, risposte taglienti. Una superficie ruvida che tiene lontani gli altri... e protegge tutto il resto. Quando arriva Jason, non è il suo sorriso a colpirla, né il modo in cui parla o si muove. È qualcosa di più sottile, più scomodo: il suo sguardo. Quello che non si mostra mai davvero, che resta sempre a metà, come se trattenesse qualcosa che non vuole uscire. Qualcosa che Dee riconosce subito. Perché è lo stesso vuoto che, a volte, si porta dentro lei. Jason è instabile, contraddittorio, difficile da decifrare. È il tipo di persona da cui bisognerebbe stare lontani senza nemmeno pensarci. E infatti Dee lo sa. Sa che non dovrebbe avvicinarsi. Sa che non finirà bene. Perché quando riconosci qualcuno dal modo in cui si spezza... allontanarti non è una scelta semplice. E restare, a volte, è il modo più veloce per cadere. ~~~
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