In compagnia della Sclerosi Multipla

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WpMetadataNoticeÚltima publicación mar, feb 19, 2019
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No ficción
Diario Corato, 22/05/03 giovedì Inizialmente ho chiamato questa impresa "Milano". In un secondo momento "Lavoro cronologico", ma questo, anche se non nominato esplicitamente, mi sembra di poterlo definire il classico "Diario". Molti (?) si domanderanno se, come pare sia la norma, la mia intenzione è che questo diario sia letto. Non lo so. La finalità di scrivere il diario, è stata inizialmente quella di mettere ordine nei miei pensieri. Successivamente ho trovato utile, confortante confidarmi con esso. Del resto le proprie pene, vicissitudini, ecc. a chi si può raccontarle? Forse ad altra gente che è debole quanto te ma che non sempre è sufficientemente serena da aiutarti ........., anzi coglie l'occasione delle tue debolezze, delle tue confidenze per fare la classica lezione su "come va la vita". Ma qui il discorso diventa lungo e mi riprometto al più presto di riprenderlo.
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Scrivere poesie per me è veleno e antidoto, è il modo per mettermi faccia a faccia con la realtà, per esprimermi davanti agli altri, ma soprattutto davanti a me stessa: per capirmi, sentirmi, vedermi. Questa è una raccolta di poesie scritta in un anno difficile, un anno di cambiamenti e di crescita, una raccolta che parla d'amore, non sempre solo quello carnale, che parla di dolore e del bisogno dell'anima di essere ascoltata. Non seguo una metrica, non sono analitica e precisa, sono poesie scritte dalle emozioni, dal sentimento. "E così finisce quella poesia: accartocciata nel mio corpo, maltrattata, abbandonata. Io, io non ho paura, perché il poeta sono io, l'aguzzino e la vittima, io nelle mani di me stesso, debole e arrabbiato, foglio ma anche scrittore, poeta ubriaco di parole che impara a infliggere dolore solo a sè stesso " Poeta e anche poesia, perché qui dentro c'è la mia anima, la mia essenza. Non ho la pretesa che vi possiate sentire capiti da queste parole, ma in fin dei conti, ci spero

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