TRE
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WpMetadataReadContenido adultoConcluida sáb, jun 2, 2018
Angélique, l'amore, il sesso, a volte estremo, la ricerca del piacere, le paure. TRE é la storia di un letto affollato, dell'amore che assume le forme più improbabili, impudiche, così estreme. Ritornano loro. Tre. Amici, amanti, sfrontati, teneri, spudorati. E ritorna lei. Donna, eccitata, pazza, perduta, puttana. Sesso a tre. È stato come essere sull'orlo del baratro, chiudere un solo istante gli occhi e fare un salto nel vuoto, sperando di volare, di librarsi nell'aria senza cadere, aprendo le braccia per fluttuare in libertá, mentre il vento le scompigliava i capelli. E il precipizio non fa piú paura, non spaventa, perché é un luogo accogliente dove essere cullata, compresa, dove un animo ferito trova ristoro, dove la carne si fonda con la carne per trarne pace e godimento. Non si pente di niente. E lo rifarebbe. Si. Lo rifarebbe.
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Quante volte si era creata una pericolosa vicinanza dei nostri volti, con i respiri uniti nello scorrere delle parole, delle risate, degli sguardi d'intesa. Quante volte, quando un attimo di silenzio fra le nostre frasi pareva divenire un'eternità avevo pensato: "ora la bacio". In quei momenti i nostri occhi si incontravano, entrambi pareva fossimo consci di ciò che stava per accadere, ineluttabile come il sole che lentamente si spegneva alle nostre spalle cedendo alle ombre soffuse del tramonto, creando un'atmosfera intima e complice all'interno dell'auto. Poi quell'attimo fuggiva e non accadeva nulla, si dissolveva come un pensiero sconveniente, di cui ci si pente nello stesso momento in cui sorge. Restava in bocca la sensazione sgradita d'una medicina dal sapore amaro, ingoiata conto voglia, sapendo di non poter fare in modo diverso. Nel salutarci, lei mi sfiorava la guancia con un bacio rapido e innocente, o la carezza lieve della mano, poi apriva la portiera e usciva per raggiungere la sua auto più avanti nella via. Restavo a guardare la sua figurina allontanarsi con l'ombra lunga della sera che anticipava i suoi passi. Le tempie mi pulsavano: "Ti amo Martina" mi dicevo in silenzio, con dentro un languore dolente e freddo. Rimasto solo, inspiravo a occhi chiusi la sua essenza che ancora albergava in macchina nella fragranza lasciata dal suo profumo.

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