La Vera Forza

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Jul 24, 2018
Tratto dal libro: "Sei venuta ad offrirmi altro sangue?" Mi domandò vogliosa la Luce sovrastando le mie grida. Gli spasmi di dolore erano così forti, che persino pronunciare un semplice"sì" mi sembrò impossibile, ma lei capì la mia affermazione. Solo a quel punto la Luce cambiò forma, assumendo sembianze femminili, permettendomi finalmente di riprendere a respirare, cancellando ogni traccia di dolore. Ero venuta per chiederle la sua forza e lei aveva accolto la mia richiesta. Lei amava distruggere, uccidere, torturare. Lei adorava sentire le urla di dolore per questo aveva avuto pietà di me. Perché io le potevo dare ciò che desiderava. Ero ancora distesa a terra, boccheggiante, quando lei si avvicinò e si accucciò accanto a me. "Donami il tuo corpo." Mi sussurrò con voce così sensuale che ne rimasi incantata, ipnotizzata e legata. Ingoiai con sforzo la saliva mentre guardavo magnetica i suoi occhi che si spostarono velocemente dai miei per poi posarsi sulla mia bocca. Lentamente la donna accostò le sue labbra sulle mie e sentii la mia essenza mescolarsi con la sua. Un gradevole formicolio mi attraverso dalla testa ai piedi. Fui invasa dai suoi sentimenti, dalla sua voglia di sangue. Per un attimo fummo una sola cosa, volteggiamo e danzammo nell'aria. Finché le nostre anime non si invertirono. Ora era il mio spirito a fluttuare ed essere una luce azzurra, ero io ad essere eterea, mentre la sua anima risplendeva nel mio corpo. Era quello il nostro legame, il nostro patto. Lei si sarebbe saziata della morte di altre persone, mentre io sarei rimasta in questo quieto giardino in attesa del suo ritorno. Mi sedetti su una pietra e cominciai ad intrecciare dei fiori, mentre vedevo quello che prima era il mio corpo, dirigersi verso l'enorme cancello da cui ero entrata. Finalmente l'Angelo Nero si era risvegliato
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Prima parte Un rumore al piano di sotto mi fece svegliare di scatto. Guardai alle mie spalle se anche mio fratello si fosse svegliato, ma ovviamente non sentì nulla. Decisi di andare a controllare. Sentii dei vocii dalla cucina, così rimasi nascosta per ascoltare. Mio padre pregava l'uomo di fronte a lui. Mi sporsi dal nascondiglio per vederlo. Le mani erano strane, come se avesse degli artigli. Rimasi immobile. Trattenni il più possibile il fiato. Non dovevo fare rumore. Una mano mi prese di scatto il braccio, tirandomi fuori dal mio nascondiglio. <No no ti prego! Non farle del male! È solo una bambina!> esclamò mio padre appena mi vide nelle mani dell'uomo. Guardai l'uomo che mi teneva ferma e il mio cuore si fermò per un attimo. Gli occhi erano gialli e delle zanne sporgevano dalla bocca. <Papà!> lo richiamai con il cuore in gola. <Sta tranquilla, va bene? Andrà tutto bene> cercò di tranquillizzarmi mio padre, non riuscendoci. Mi dimenai nelle mani dell'uomo. Lui in risposta mi serrò la gola con una mano. Mio padre colpì il mostro con una bottiglia, facendogli lasciare la presa sul mio collo. Il mostro si gettò su di lui. Mio padre urlò. Fu un attimo e il corpo di mio padre si fermò e sotto di lui una pozza di sangue iniziò ad allargarsi. Il mostro si alzò con il cuore di mio padre in mano. Iniziò a...mangiarlo. L'orrore mi pervase mentre osservavo il cuore e gli occhi vitrei dell'uomo a cui volevo tanto bene. Il mostro se ne andò scappando. Da quella notte, tutto cambiò. Iniziai, insieme a mio fratello, a dare la caccia a quel bastardo. E, da lì, non uscimmo più da quel giro e continuammo la nostra vita come cacciatori di mostri.

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