Lacrimosa
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WpMetadataNoticeÚltima atualização dom, abr 10, 2016
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Harry Styles
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Oxford. Laureata in lingue nordiche, spregiudicata e appassionata. Victoria Wallace, 27 anni, lavora ostinatamente in una casa editrice, come traduttrice di autori appartenenti alla penisola scandinava. Traduttrice e interprete di libri provenienti dal nord, dalla terra dei ghiacci e del vento più temibile e penetrante; dalla terra che brulica di natura selvaggia e aspra, dolce e mozzafiato. Una vita apparentemente dominata da regole rigide e da pretese. Poi improvvisamente la realtà pare mutevole, ed Harry inizia ad insinuarsi nella vita di tante persone. Victoria in primis. Non è però così facile subentrarle nella mente, data la vastità di intemperie che bisogna attraversare. * - Ah, davvero? - la sua voce beffarda mutò improvvisamente e uno strano sorriso, ironico e sbilenco, si impossessò delle sue labbra rosate. - E come pensi di fare, signorina "so tutto io"? Qualcosa infiammò in lei. La doveva smettere di intromettersi in ciò che non lo riguardava. Lui e la sua maledettissima chitarra elettrica. Non fece in tempo a girare i tacchi e ad andarsene, che se lo ritrovò di fronte, torreggiante nella sua altezza, dritto e posato, sicuro nelle sue insicurezze. - Eh no, bellezza. I suoi occhi verdi luminosi e ridenti, si piantarono sfacciatamente nei suoi. Un solo colore. Ma l'infinità dello spazio stesso a differenziarli. La sua mano avanzò titubante e annegò nella marea di capelli corvini di lei. Le afferrò una ciocca con dolcezza, finendo poi per tirarla alla punta, come per infastidirla di proposito. Gli spazi tra di loro si accorciarono, i loro respiri un tutt'uno, si fondevano tra loro. - Rispondimi, Victoria. Le sue dita rafforzate da una miriade di anelli gotici dalle più svariate forme. Le afferrò la mascella con insistenza, per poi finire ad accarezzarle il mento e a stringerlo con sicurezza. - Agirò, come ho sempre fatto, Harry. Un sorrisetto strafottente affiorò dalle sue labbra tinte di color vinaccia. - Ovviamente a modo mio.
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Elysia Black è cresciuta con gli unici parenti che le erano rimasti, i Malfoy. Al suo terzo anno scoprirà cose che le cambieranno completamente la vita, così come ad Harry. Più malandrina di quanto il padrino si fosse immaginato, scoprirà cose che per il suo bene erano state tenute segrete. In questa storia cercherò di essere più possibile vicina al libro originario, inserendo la giovane Black, aggiungendo dei pezzi per inserire un poco di più Elysia. Alcuni personaggi, quasi tutti, non sono miei, ma di proprietà di J.K.Rowling. Dal libro: "- Elysia, che cosa hai fatto?- domandò preoccupato, osservando il grosso cane nero dinanzi a sé. - Ho fatto quello che ritenevo giusto- rispose lei, riprendendo sembianze umane, tronando verso l'amico, il quale indietreggiò di un passo, bloccandole involontariamente il passo a quella vista. - Ho dovuto farlo, capisci?- domandò quasi isterica lei, fissandola con una nota di supplica nella voce. Non poteva perdere anche lui, che le era sempre stato accanto, vicino, anche nei momenti più brutti, più bui. - Ti sei unita a loro- gridò fuori di sé lui, indicando un'immaginaria schiera di Mangiamorte. - Sì- ribattè lapidaria lei, fissandolo freddamente negli occhi verdi. - Ho dovuto farlo Harry, era il mio destino e lo sapevi, lo sapevi anche tu- disse lei, fredda come il vento che soffiava furioso in quel momento, graffiando e scalfendo i volti contratti dalla rabbia dei due giovani, costretti a crescere troppo in fretta, strappati con forza alla loro infanzia, alla loro innocenza, al loro essere bambini. Il suo tono era freddo come non lo aveva mai sentito prima quando disse quelle parole, senza nessuna traccia del calore che la contraddistingueva, che la rendeva se stessa, che la rendeva quella che era, senza il minimo amore fraterno, quello stesso amore fraterno che provava verso io ragazzi ma che aveva dovuto sopprimere a forza dentro di sé, nascondendole al mondo intero. - Addio Harry- detto ritornò u

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