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Natasha
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WpMetadataNoticeLast published Mon, Jun 6, 2016
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Fiction
Romance
24 luglio 1990, Siberia. Sono nata in un giorno d'estate a Barnaul in Siberia. Laggiù è tutto diverso: dai modi di pensare ai modi di vestire alle usanze.. Insomma, niente a che vedere con il mondo occidentale. Avevo 10 anni quando iniziai... Non era difficile, solo un po' scomodo... D'altronde non avevo scelta: o quello o il Rabbino. Nessuno vorrebbe mai andare dal Rabbino. Quindi si, mi adattai facilmente. Spesso mi chiedono se sia stato facile e rispondo di no, ma sicuramente è stato un capitolo della mia vita molto importante. Ebbene sì. Ero un bagashone industriale. Non ho scelto io questa vita, se nasci bionda hai il 90% di possibilità di diventarlo. Sono Natasha una giovane donna sfruttata dai "Чорба" (ovvero i "Chorba" come li chiamate voi occidentali) e questa è la mia storia.
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Sono una kook, cresciuta tra aspettative alte, regole rigide e un futuro già scritto. La danza è la mia vita: studio con le migliori insegnanti del mondo e viaggio spesso per spettacoli e stage internazionali. Ma nonostante i movimenti perfetti e la disciplina impeccabile, sento che manca qualcosa. I miei genitori non capiscono. Per loro la danza è solo un hobby costoso: pensano che a quest'età dovrei scegliere una carriera "seria" - medico, avvocato o qualcosa di stabile - non inseguire un sogno che per loro rischia solo di farmi fallire. E così, mentre loro vorrebbero creare una versione perfetta di me, io guardo altrove. In un certo senso, vorrei essere come i Pogues di Outer Banks: indipendenti, liberi, senza regole. I Pogues vivono in una parte dell'isola dove il denaro conta poco - sono chiamati così dal nome del pogie, un pesce considerato "usa e getta", proprio come la gente della parte meno agiata dell'isola che però vive secondo le proprie regole, uniti da lealtà e voglia di avventura  . Sono forti, resilienti, capaci di cavarsela anche quando tutti li ignorano - e nonostante ciò, vivono con passione e vero legame umano   . A volte, mentre ballo nei palcoscenici più prestigiosi, mi scopro a desiderare quella vita più ruvida, più vera. Non è questione di essere povera o ricca: è una questione di sentirsi libera - vivere senza la paura di essere giudicata, scegliendo me stessa invece che soddisfare i sogni degli altri.

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