Eleonora Ricci ha sedici anni, ma negli occhi neri porta il peso di chi ha vissuto troppo, troppo presto. Figlia di Don Salvatore Ricci, sorella di Pietro, Ciro e Rosa, è cresciuta in una casa dove l'amore ha sempre avuto il suono del silenzio e l'odore della paura. Ha imparato a sopravvivere prima ancora di crescere. Capelli neri come la notte che si stende su Napoli, sguardo tagliente, voce sottile ma affilata. Eleonora è fredda, pungente, tagliente come il vetro rotto. Parla poco, ma quando lo fa, ferisce. Non si fida di nessuno, nemmeno di sé stessa. È cresciuta all'ombra dei fratelli: Pietro, il soldato devoto al padre; Ciro, il guerriero testardo che non abbassa mai lo sguardo; Rosa, la più piccola, la più ribelle. Ciro Ricci ha diciassette anni e porta il cognome come una condanna. Figlio di Don Salvatore, cresciuto tra pistole cariche e parole mai dette, Ciro è il secondo genito maschio della famiglia, ma si comporta come se fosse l'unico. Pietro comanda, sì - ma è Ciro che fa paura. E la paura, a Napoli, vale più del rispetto. Occhi scuri, profondi, a volte vuoti. Sguardo duro, mascella serrata, parole secche. Ciro non perdona. Non dimentica. Non si lascia avvicinare. È il tipo di ragazzo che può sorriderti mentre pensa a come distruggerti. Dentro di lui brucia un fuoco che nessuno ha mai saputo spegnere. E forse, nessuno ci ha mai provato davvero. Ama solo tre cose: la famiglia, la strada, e quel silenzio notturno che arriva quando tutto si spegne e lui può finalmente sentirsi vero.
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