Midnight Memories || Harry Styles

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WpMetadataNoticeLast published Sun, May 15, 2016
" Non credevo che a volte la vita fosse così crudele, così crudele da far cambiare tutto in pochi istanti. Sapevo che essa riservava delle cosiddette "sorprese" ad ogni persona,ma... non pensavo che le mie fossero così tante e terribili...davvero terribili. In un attimo è cambiata tutta la mia vita, ora sono prigioniera dell'oscurità e credo che non riceverò mai la libertà, quella libertà ricca di speranza. E chi l'avrebbe mai detto che quest'ultima l'avrei trovata in due occhi verdi...due occhi disinteressati a tutto e a tutti. Possono due occhi verdi farmi tornare la ragazza solare che ero prima? Due semplici occhi che ora mi ricordano tante cose che amo chiamare "ricordi di mezzanotte" " [La mia prima storia, se ci sono errori o la storia vi risulta monotona, fatemelo sapere. Grazie e spero che vi piaccia ]
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zaynmalik
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[...] Tornando alle 7,837 anime vaganti, ce n'è una in particolare che proprio non sopporto. Ma, mio malgrado, è anche l'unica di cui m'interessa. Per il resto, però, tutto bene! [...] Ha spalancato la portiera e avrei voluto essere quella portiera; poi, però, quando ha strizzato la pezza avrei tanto voluto essere quella pezza. Ora sono confusa, non so in cosa vorrei reincarnarmi. Le sue mani, poi: potrebbero esser considerate l'ottava meraviglia del mondo. Le venature che si mostrano senza la benché minima vergogna. Questi pensieri stanno prendendo padronanza del mio cervello e non solo. «M'inginocchio o mi metto dietro?» [...] «E tu, invece di dire sciocchezze, perché non abbracci Polen?» Gliela indico. Can si guarda attorno. Nota Deniz accovacciato, pronto a scattare; subito dopo guarda me, alza le spalle. «Va bene,» annuisce, indicandomi di avvicinarmi con la mano. «Vieni qui e ti abbraccio.» «Ma che cosa stai dicendo Can, ti prego...» «Mi hai sentito o devo ripeterlo? Riesci a sentirmi bene?» «Ti ho sentito bene e no, Can, non puoi abbracciare me. Devi abbracciare Polen.» «Dai, vieni!» Mette il broncio come farebbe un bambino di cinque anni. «Mi dai un bacio e ce ne andiamo, è semplice! Devo venire a prenderti io? Guarda che lo faccio, Elin.» «Smettila di scherzare, Can.» «Non sto scherzando. Aspetta, vengo a prenderti.» Punto di vista di Can: [...] «Ma la palla è entrata in porta?» Emre usa una metafora affinché nessuno attorno a noi capisca di cosa stiamo parlando. È già imbarazzante che il problema sia il mio, ci manca solo che perda la dignità davanti a tutta "La Gabbia". «La palla è entrata eccome!» Annuisco. «Ma non ho provato niente.» «Che palla strana, la tua: fa goal soltanto se a tirarla ci pensa Elin.» Commenta Ozan, ridacchiando.

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