Non Lasciarmi Più

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WpMetadataNoticeLast published Wed, Mar 16, 2016
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Fiction
Romance
Ormai quella tiepida aria primaverile si stava insinuando nella nostra routine. Dopo corte giornate di pioggia e freddo, finalmente le giornate si erano allungate. Le vie del quartiere erano di nuovo piene di vita, i bambini dai quattro a agli otto anni giocavano in strada a nascondino, Mosca Ceca o a piccoli giochi con la palla che probabilmente per loro sembravano gare internazionali. Stavamo per varcare la soglia di aprile, la scuola era quasi finita. Quest'anno avrei avuto gli esami ma per ora il mio pensiero era occupato solamente ed esclusivamente da lui. Colui che quella sera mi fece ritrovare rifugio tra le sue braccia senza conoscermi. Colui che dopo quel gesto così perfetto sparì dalla mia vita. Non sapevo molto di lui ma ero intenta a scoprire ogni cosa gli appartenesse ogni singola cosa che potesse parlarmi di lui, di quella sua cara perfezione.
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Lia camminava lungo il corridoio della scuola con il passo silenzioso e deciso di chi sa di non voler attirare l'attenzione, ma finisce comunque per farlo. I capelli arancioni, raccolti in uno chignon disordinato da cui sfuggivano due ciocche ribelli, incorniciavano il viso a diamante punteggiato da leggere lentiggini. I suoi occhi verdi, grandi e attenti, sembravano scrutare il mondo con una curiosità prudente, come se si aspettassero sempre di essere deluse eppure sperassero ancora. Indossava jeans a vita alta che le delineavano i fianchi morbidi, una camicia bianca infilata con cura e una giacca blu scuro con le maniche arrotolate fino ai gomiti. Tutto in lei parlava di compostezza e ordine, ma anche di una femminilità che non sapeva di possedere davvero. Non era la più appariscente, né la più magra o provocante, ma aveva una bellezza sincera, fatta di sguardi intensi e piccoli gesti: il modo in cui si passava il pollice sulle labbra quando era nervosa, o come si fermava a sistemarsi i capelli anche quando nessuno la guardava. Quella mattina, con il sole che filtrava dalle finestre alte e le voci che rimbombavano attorno, sembrava ancora più luminosa. Eppure, Lia si sentiva invisibile. Invisibile ai ragazzi che le chiedevano gli appunti, alle ragazze che la fissavano come se non appartenesse a quel mondo, e a se stessa... fino a quando uno sguardo, grigio e profondo come la tempesta, la colpì da lontano. Dylan. Ma questa è un'altra storia. O forse, è l'inizio di tutto.

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