Non Lasciarmi Più

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WpMetadataNoticeLast published Wed, Mar 16, 2016
Ormai quella tiepida aria primaverile si stava insinuando nella nostra routine. Dopo corte giornate di pioggia e freddo, finalmente le giornate si erano allungate. Le vie del quartiere erano di nuovo piene di vita, i bambini dai quattro a agli otto anni giocavano in strada a nascondino, Mosca Ceca o a piccoli giochi con la palla che probabilmente per loro sembravano gare internazionali. Stavamo per varcare la soglia di aprile, la scuola era quasi finita. Quest'anno avrei avuto gli esami ma per ora il mio pensiero era occupato solamente ed esclusivamente da lui. Colui che quella sera mi fece ritrovare rifugio tra le sue braccia senza conoscermi. Colui che dopo quel gesto così perfetto sparì dalla mia vita. Non sapevo molto di lui ma ero intenta a scoprire ogni cosa gli appartenesse ogni singola cosa che potesse parlarmi di lui, di quella sua cara perfezione.
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"Lo scrutai impercettibile. Ora, di quel bambino dalle guance paffute, dal sorriso leggermente incurvato e a tratti associale non rimasero che gli occhi. Il color azzurro dalle mille sfumature si posò sulla mia figura , come se fosse stato consapevole da sempre della mia presenza. Mi sentì pervadere da una sensazione di freddo nonostante la calda frescura che penetrava dalla finestra appena socchiusa. Il suo sguardo fu attraversato da un qualcosa di cattivo, di intimidatorio. Un qualcosa che, a mio parere, era completamente in disaccordo con i lineamenti definiti e fino del suo volto. Certo era che il suo aspetto non poteva passare inosservato. Sentivo come se potessi evaporare da un momento all'altro, quasi all'istante sotto la pressione invisibile della sua fastidiosa e precisa osservazione. Volevo semplicemente scappare lontano da tutti, lontano da lui. Per la prima volta in vita mia mi sentì sbagliata, inadeguata. Poi realizzai. La consapevolezza di dover vivere un anno della mia vita in questa casa mi schiaffeggio senza ritegno" Aurora Blake ha sempre avuto la vita perfetta. Non si è mai preoccupata del suo comportamento sconsiderato, spavaldo e di fronte ad ogni guaio sapeva di poter contare su sua madre. Ma quando l'unico genitore che ha decide di punirla finalmente per il suo ennesimo errore Aurora si ritrova ad affrontare l'unica persona che le aveva formato, in parte, il carattere. Amava e adorava suo zio Aleksander, ma mai avrebbe dimenticato quel volto che le aveva distrutto l'infanzia. Lui, che la terrorizzava. Lui, che le tirava le trecce fatte accuratamente da sua madre. Lui, suo cugino acquisito, che già all'età di sette anni aveva quel luccichio malvagio che, spesso e volentieri, gli attraversava le iridi. "Fra tutti i bambini, zio ha dovuto scegliere quello più stronzo apparentemente"

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