Paolo e Francesca le presentazioni dei protagonisti.

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WpMetadataNoticeLast published Wed, Mar 16, 2016
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Fiction
Action and Thriller
C'erano una volta due bambini di nome Paolo e Francesca. Paolo era un bambino prepotente, amante del calcio, alto poco più di 1 ,40 Occhi marroni capelli biondi e vestito sempre con la tuta da calcio. Invece Francesca aveva l'apparecchio con le stelline dorate portava gli occhiali era vestita quasi sempre con un maglione giallo con dei jeans blu e con delle scarpe nere. Invece Virgilio era il bidello della scuola, aveva una barba folta, gli occhi neri e visi, vestito spesso con la tuta da ginnastica e anche le scarpe da ginnastica e capelli neri. A ricreazione Paolo stava giocando con il suo pallone ma per sbaglio gli diede un calcio in testa a Francesca. Ella subito si alzò dallo scalino dove era seduta andò da Paolo e gli disse:-Se lo fai di nuovo ti riduco in un pallone e ti faccio volare dall' altra parte del mondo!! hai capito? Paolo gli rispose:- Non mi comandi tu saputella. Francesca se ne andò e Paolo anche se era molto prepotente aveva comunque un cuore grande...ma?
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Dalla storia: Clara si lasciò cadere, sfinita, sulle sedie reclinabili in legno del terrazzo, sospirando. Sentiva gli occhi di Nelson addosso, ma non era più il momento di essere forte. Calde lacrime iniziarono a scendere sul suo volto mentre formulava quella semplice domanda: possibile che dopo tutti quegli anni fosse ancora innamorata di lui? Come se la sua mente volesse farsi beffe di lei, eccola che le ripoponeva il ricordo più bello e allo stesso tempo più difficile da affrontare di tutti; il loro primo incontro. Erano passati più di vent'anni ma lo ricordava come se fosse ieri. Era il primo giorno di asilo quando inciampò durante acchiapparella, sbucciandosi il ginocchio. Le veniva da piangere ed inoltre aveva rovinato i suoi pantaloni preferiti. Era ancora intenta ad osservare la ferita con le lacrime agli occhi quando una vocina disse: "sei caduta?" Era un bambino, con i capelli lisci, corti e castano chiaro, tendenti al biondo. Le sorrise sincero, porgendole una mano per alzarsi. "Si" rispose Clara afferando la sua mano. "Ora però non voglio più giocare" "Come mai?" Continuò il bambino, asciugandole una lacrima. "Ho paura" rispose lei a bassa voce, quasi timorosa. Il bambino sorrise. "Ti terrò la mano allora" Clara sorrise prendendogli la mano contenta, cacciando indietro le ultime lacrime. "Comunque io mi chiamo Cesare e da adesso saremo amici per sempre" (Completata)

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