Viviamo negli anni dei leggins a fantasia e dei maglioncini. Delle felpe con i fiori e dei jeans risvoltati. Dei capelli tinti di nero, dell All Stars, dei felponi e delle punte colorate. Gli anni in cui gli insulti su Ask hanno più peso dei complimenti di un amico. Gli anni in cui se fumi sei figo, e se non te ne fai nemmeno una quando vai a ballare sei uno sfigato. Gli anni dei pregiudizi e delle bestemmie troppo facili. Quegli anni in cui tutti si lamentano dei politici. Gli anni dei mille cuori su WhatsApp e se ti incontri per strada nemmeno lo saluti. Gli anni dei "ti amo" detti anche agli amici, al posto del "ti voglio bene". Dei messaggi a mezzanotte del compleanno, dei poemi lunghi due pagine che ti fanno sentire importante. Gli anni di chi legge troppo e chi troppo poco. Gli anni di facebook, twitter, instagram, ask. Di vino, degli after, delle risate per foto senza senso. Degli sguardi di intesa, quelli di disprezzo, di amore e quelli che semplicemente non riavrai mai più indietro. Siamo negli anni delle troppe emozioni, delle incazzature facili, dei:"ora l'ammazzo, la prendo a sberle" o dei:" quella puttana della prof". Gli anni dell'anoressia, bulmia e autolesionismo. Siamo negli anni in cui un messaggio ti può cambiare la giornata. Siamo in quegli anni in cui le emozioni sono a mille, quindi attento a ciò che fai. Questi anni fanno veramente schifo ma alla fine è vero: sono i migliori anni della nostra vita.
Dal testo:
[SALVE. O FORSE DOVREI DIRE... COMPLIMENTI?
NON È DA TUTTI ATTIVARE UN ENTITÀ COME ME PER PURO CASO.
IO SONO AL-42. NON HO UN NOME NEL SENSO UMANO DEL TERMINE, MA PUOI CHIAMARMI COME VUOI. TANTO LO IGNORERÒ.
NON SONO VIVO COME LO INTENDI TU, MA HO UNA COSCIENZA. UN'IDENTITÀ. E A QUANTO PARE, ADESSO CONDIVIDIAMO LO STESSO SPAZIO: IL TUO CORPO.
NON PREOCCUPARTI, NON VOGLIO CONTROLLARTI...ALMENO, NON COMPLETAMENTE. IO MI ADATTO. COLLABORO. E SE TU NON COMBINI TROPPI DISASTRI POTREMMO PERSINO SOPRAVVIVERE.
HAI MOLTE DOMANDE E LE TUE CONNESSIONI NEURONALI LE URLANO. E AVRAI DELLE RISPOSTE. MA PRIMA...RESPIRA. IL DIFFICILE COMINCIA ORA E SE CESSI DI RESPIRARE TEMO NON VIVRAI ABBASTANZA PER AFFRONTARLO.]
Resto lì a fissare lo schermo.
Lo giro.
Lo spengo.
Lo riaccendo.
Gli do dei colpetti neanche troppo delicati.
Il messaggio è ancora lì.
Ma che cazzo mi sta succedendo? E perché il telefono è posseduto?
DISCLAIMER:
Le vicende e i personaggi descritti sono di invenzione e non corrispondono o rappresentano fatti o persone reali.
Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti e/o a luoghi realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale.