Story cover for Gelosia. by Sottolestessestellex
Gelosia.
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Ongoing, First published Mar 27, 2016
Una cosa lui l'aveva capita: lei era fuoco, incendio imprevisto, pazzia, forza, ribellione.
Lei era tempesta, acqua del mare d'inverno, sfumature infinite, tramonti accesi, candela che brucia, fulmini e passioni.
E poi ancora strada che ti porta a casa, mani da bambina, occhi carichi di promesse, risate e lacrime seppellite fin dentro le ossa.
Profumo di gelsomini, capelli al vento, vita, vita e sempre più vita che ti pulsa nelle vene, irrefrenabile.
La fine della ragione, dolore, uragano, rabbia, radici forti di quercia, strega e santa, maledetta, indecisione e fermezza, testarda e sprezzante, fiera e vulnerabile.
Lei era cicatrici.
Ma soprattutto, più di qualsiasi altra cosa, lei era lo sguardo che lo oltrepassava e gli leggeva dentro.
E quello sguardo, ve lo giuro, quello sguardo sarebbe stato troppo da sorreggere, per qualunque uomo.
Tranne per lui.
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1 part

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#14arrogante
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C'era una volta una dolce bambina di nome Fiordaliso, con lunghi capelli rossi come foglie d'acero in autunno e occhi limpidi come cristalli di sorgente. Un giorno, mentre camminava tra le foglie dorate di un viale silenzioso, notò un cagnolino rannicchiato all'ombra di un albero spoglio. Tremava, sporco e smarrito, con lo sguardo pieno di paura. Fiordaliso si inginocchiò e, senza esitazione, lo avvolse in un caldo abbraccio. Lo chiamò Penny, un nome semplice e tenero, come il legame nascente tra loro. Con un sorriso che sembrava illuminare anche i giorni più grigi, la bambina lo portò a casa. Gli anni passarono, e mentre Fiordaliso cresceva, Penny divenne un compagno fedele, dolce e attento. Ma era sempre stato fragile, e col tempo la sua salute peggiorò. In un gelido giorno d'inverno, Fiordaliso lo portò dal veterinario con il cuore stretto. La diagnosi fu un colpo doloroso: un tumore al cervello, incurabile. Penny si spense tra le sue braccia, lasciando un vuoto immenso. Fiordaliso cadde in una tristezza profonda, una nebbia che le offuscava l'anima. Un giorno, in silenzio, lasciò la città e i ricordi, rifugiandosi in un piccolo borgo avvolto dal verde, dove l'aria profumava di terra umida e fiori selvatici. Trovò una casa semplice e serena, e iniziò lentamente a ricostruirsi. Nel quartiere, tranquillo e fiorito, notò un giovane giardiniere dai ricci scuri, sempre assorto nei pensieri, che curava le piante con gesti delicati. Lo chiamavano "il giardiniere fantasma", poiché appariva e spariva senza dire una parola. Un pomeriggio di primavera, mentre la brezza entrava dalla finestra, gli occhi di Fiordaliso incrociarono i suoi. In quello sguardo intenso c'era qualcosa di misteriosamente familiare. Il vento sembrava portare promesse di rinascita... E quella era solo la prima pagina di una nuova storia.
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