Il Puzzle di T.

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WpMetadataNoticeDernière publication lun., juil. 25, 2016
#73 in Narrativa Generale il 3/05/2016 #95 in Narrativa Generale il 15/04/2016 N.B.: Tutti i diritti sono riservati. Gli esseri umani sono dei puzzle incompleti e caotici, ma perfetti e meravigliosi proprio per questo. Io vi sto lasciando i miei pezzi, sotto forma di racconti e storie brevi. Apparentemente sconnessi. Sta a voi trovarne il senso e assemblarli. Benvenuti nel mio dentro, T. - Un bambino e la sua terra - Gli esseri umani e la musica - Londra - Sun & Baby - È stato un incubo reale a cambiarmi la vita - Quello che resta - Dovrei, ma non posso - A volte è tardi - Le cose che non possiedi - Basta poco per essere felici - Sta arrivando una crisi - La scatola magica - Tre estati Continua...
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Sono la luna, l'ombra della terra, mi piacerebbe spiegare, affascinare il vostro talento nel catarifrangente del pensiero ma quello che so fare è solamente osservare, il mio compito è quello di aspettare... a volte consiglio... non il consiglio giusto ma il consiglio che ti serve in quel momento, la vita sta diventando sempre meno originale, gli uomini se la riproducono per potersela rivedere: le azioni, i gesti, i modi di fare, di essere e di dire sono gli stessi...sono pacchetti; ma più si guarda al già successo e meno si guarda a quello che abbiamo davanti. La realtà non la vediamo, perché quello che abbiamo davanti è l'immaginario precostituito a cui la rapportiamo. Ho preso un occupazione a caso degli uomini: l'arte. Mi sono intrufolata dietro la storia di personaggi accomunati da questo emolliente psicotropo per inappetenti alienati che non sanno vivere comunemente. Sono entrata dentro i loro ricordi, ricordi di immagini, sono entrata nel loro intimo, intimo bisogno; ho ascoltato di cosa parlavano; raccontavano di un artista, trovato morto sulle rive di un lago. Dall'alto della notte sono scesa senza raggi, perché non giudico, dietro lo specchio di alcune confessioni; quello che mostro non sono testimonianze ma immagini già presenti. Non andate a vedere quello che vi racconto ma andate a vivere quello che vivete! Il denominare un oggetto o un'idea gli sottrae il vero significato che ha: quando noi nominiamo qualcosa, al momento di credere di averne fissata l'identità, quella cosa scompare e non presenta più le caratteristiche per la quale l'abbiamo identificata, ecco perché non racconto, ma strappo attimi di secondo al tempo. Un giorno nei dintorni di Dublino volli andare a vedere... iniziò così... fa paura guardare le persone negli occhi è come se guardassi dentro di loro, ma sono più belle della televisione.

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