Capitolo 2
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WpMetadataNoticeLast published Tue, Mar 29, 2016
-tesoro sei pronta?- chiese mia madre dal salotto -si arrivo!- risposi Scesi dalle scale e andammo dai vicini. Mio padre bussò. -oh salve! Entrate pure!- disse una signora Era alta come mia madre, capelli biondi e occhi azzurri. Ci accomodammo in salotto. -tu devi essere Ellie e tu morgan- chiese la signora -si- ci limitammo a dire io e Morgan Ad un tratto giù dalle scale scese quel fig... Quello stupido del tizio che mi era venuto addosso. -salve- disse Era vestito con: dei jeans a cavallo sceso, una camicia semitrasparente, dove si intravedeva un tatuaggio sulla schiena: una croce, e le converse nere. Dio era un bono! No, ma che dico! -Austin- porse la mano a mia madre, mio padre a Morgan e poi quando arrivò il mio turno sgranò gli occhi -si sono io- dissi quasi scocciata -e tu saresti?- disse -Ellie- dissi -la cena è pronta- annuncio il padre di Austin Dalle scale scese una ragazza dell'età di Morgan. Era bellissima: capelli biondi, occhi verdi, magra.
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Due famiglie. Due imperi. Un equilibrio sottile destinato a spezzarsi. Ci sono regole non scritte, silenziosi codici di condotta che nessuno osa infrangere. E tra quelle, una era chiara come il giorno: un Hamilton e una Steel non potevano stare insieme. Era un confine invisibile, ma invalicabile, tracciato da anni di rivalità e silenzi carichi di significato. Eppure, come spesso succede in ciò che non si dice, quel confine non era mai stato veramente inviolabile. Non per me, almeno. Lui era lì, sempre presente, come una tempesta pronta a travolgermi. Alexander Hamilton era il promemoria vivente di tutte le ragioni per cui la mia famiglia doveva restare distante dalla sua. Ma c'era qualcosa nel suo sguardo che sfidava ogni logica. Un qualcosa che mi faceva dimenticare per un attimo tutto ciò che mi avevano insegnato, e mi faceva desiderare qualcosa che non avrei mai dovuto volere. Nel silenzio di guerre mai dichiarate, nel rumore dei sorrisi forzati e delle strette di mano politiche, noi due eravamo destinati a incontrarci. Forse non nel modo in cui lo avrei voluto, ma nel modo che il destino aveva scelto per noi.

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