Vic sollevò gli occhi al cielo leggendo il numero comparso sullo schermo del cellulare. Ingoiò il rospo, indossò il più falso dei suoi sorrisi e accettò la telefonata. "Buongiorno Mark". "Buongiorno un cazzo Vic sono le quattro di pomeriggio, è da stamattina che ti cerco." dall'altra parte del telefono Mark era piuttosto seccato e incazzato. "Mi hai trovata, allora hai bisogno o volevi solo farmi un saluto?" rispose ironica. "Mi servi al locale stasera." "E' la mia serata libera!" Vic iniziò ad innervosirsi. "Lo so e non ti avrei cercato se non fossi disperato. Abbiamo un gruppo che suona, ci manca un fotografo." Mark nel frattempo si era calmato. Ma la sua voce tradiva urgenza e disperazione. "Fotografo?" Vic si fermò. Aveva attirato la sua attenzione. Si guardò intorno sul marciapiede, notò una rientranza lungo la parete di un parazzo. Ci si infilò riparandosi dalla confusione della strada, tappandosi l'orecchio libero in attesa della risposta di Mark. "Sì, l'altro fotografo ha tirato il pacco. Ti andrebbe di sostituirlo? Ingresso omaggio naturalmente." "E bar illimitato?" Vic sentì Mark sbuffare dall'altro capo, un secondo di pausa poi la risposta "D'accordo, ci stai?" "Mandami un messaggio con ora e ingresso. A dopo."
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