"Notizia dell'ultima ora: il cantante Irlandese degli One Direction, Niall Horan, disperso da ormai ventiquattr'ore dopo che il volo privato della sua band sparisce dalla torre di controllo senza lasciare alcuna traccia."
Spensi la televisione.
Smettere di piangere sembrava quasi impossibile.
Mi stesi sul divano stringendomi nelle coperte, quando a malapena sentii una voce.
«Haz, sei tu?» Mi alzai di scatto sentendo freddo.
Qualche secondo dopo, quella voce calma, posata, quell'accento terribilmente affascinante e dolce si fece spazio nella mia mente.
«Amore, non piangere» Sobbalzai, sentendo il mio cuore fermarsi per un secondo.
«Niall?»
---------------
scene Larry.
In realtà, per riuscire a guadagnarsi quella vacanza aveva pregato i manager in inglese, francese e persino cinese – magari si era inventato qualche parola, ma questo non lo sapeva nessuno – e dopo due mesi e tredici giorni di tentativi era riuscito ad ottenere i biglietti di andata e ritorno per Firenze.
Ovviamente, non gli avevano permesso di scegliere la meta, sperando che il fatto di conoscere a malapena tre parole di italiano – di cui una era il cognome di un calciatore che aveva scambiato per parolaccia – o l’orario del volo, programmato per le tre di notte, lo facessero desistere, o perlomeno che Niall lo uccidesse.
Ma nemmeno le pentole che l’irlandese gli aveva tirato addosso avevano fatto cambiare idea ad Harry, perché aveva bisogno di staccare per un po’ – era pur sempre il piccolino del gruppo.