Il treno delle 7:48

Il treno delle 7:48

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WpMetadataNoticeÚltima publicación jue, may 26, 2016
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Ficción
Romance
Catturarsi giorno dopo giorno con sguardi fugaci ma intensi mentre intorno brulica il caos urbano. Conoscersi con l'ingenuità e la spensieratezza dell'animo adolescenziale. Condividersi con semplicità ma segnandosi indelebilmente. E infine cercarsi, amarsi anche a chilometri di distanza. L'amore tra Marco ed Eleanor sboccia nel quinto vagone del treno delle 7.48. Marco è incantato da quei movimenti lenti, da quel volto delicato, dalle mani di donna ancora non abbastanza cresciuta. E anche quando dovranno separarsi non brucerà il sentimento ma si brameranno guardando la stessa luna "come deserti dentro, pieni di alberi senza radici, pieni di vita, pieni di promesse mai mantenute, pieni di sogni disegnati di realtà, pieni di amore". Una voce giovane e appassionante narra di un amore ardente appena fiorito, che valica la realtà, perché niente è come appare agli occhi del protagonista.
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Iris ha diciotto anni e vive in una provincia che le sta stretta. Scrive poesie nei margini dei libri di scuola, fuma per riempire i silenzi e si rifugia nei boschi oltre la ferrovia. Non sa bene cosa vuole, ma sa cosa non vuole: restare lì a farsi spegnere. Piccolo è tornato in città per una pausa dal caos. Sta cercando di tenere insieme la testa e la musica, mentre tutto intorno sembra spingerlo verso l'autodistruzione. È affascinante, ma distante. La gente lo vede come "quello che ce l'ha fatta", ma lui si sente perso più che mai. Si incontrano per caso, a una festa sporca di luci stroboscopiche e bicchieri mezzi vuoti. C'è qualcosa negli occhi di Iris che lo disarma. E qualcosa nella voce di Piccolo che la attira e la spaventa insieme. Iniziano a cercarsi, poi a evitarsi, poi di nuovo a cercarsi. Il loro legame è confuso, pieno di tensioni, gelosie, silenzi e parole dette male. Si fanno male perché è l'unico modo che conoscono per sentirsi vivi. Ma qualcosa cambia quando, una notte, dopo l'ennesima lite, si trovano in macchina sotto la pioggia. Nessuno dei due scappa. E per la prima volta parlano davvero: delle paure, delle aspettative, del dolore che si portano dietro. Da lì, piano, imparano a conoscersi senza maschere. A litigare senza ferirsi. A restare senza soffocarsi. Piccolo riparte con la band, ma stavolta Iris non lo vive come un addio. Si sentono, si scrivono, si aspettano. Quando torna, non sono più due ragazzi che si fanno male per amarsi, ma due persone che scelgono di curarsi, insieme. "Farsi male a noi va bene" diventa un ricordo, un punto di partenza. Non più una condanna, ma una frase da superare. Insieme.

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