La Bambina Maltrattata

La Bambina Maltrattata

  • WpView
    Reads 48
  • WpVote
    Votes 4
  • WpPart
    Parts 1
WpMetadataReadOngoing
WpMetadataNoticeLast published Tue, Jul 26, 2016
C'era una volta una bambina di 3anni che viveva in una villa .La bambina si chiamava Stefania poi Stefania a 14anni inizio ad uscire con dei ragazzi ,un giorno un ragazzo iniziò a picchiarla e a essere maltratta ,finché un giorno non la mandarono in ospedale e morì e allora i genitori iniziarono a domandarsi cosa fosse successo e allora i genitori scoprirono che la loro figlia era stata maltratta da un ragazzo 16enne ,questo ragazzo si chiamava Marco .I genitori di Stefania si chiamavano Michele e Ilaria poi i genitori andarono a rivedere la figlia nella tomba e la figlia non c 'era nella tomba , allora i genitori videro che la figlia stava camminando dietro di loro e così i genitori si misero a piangere perché la figlia era viva .E così vissero per sempre felici e contenti senza più nessun maltrattamento
All Rights Reserved
Join the largest storytelling communityGet personalized story recommendations, save your favourites to your library, and comment and vote to grow your community.
Illustration

You may also like

  • DUE AMICHE, UN SOLO DESTINO: L'AMORE
  • due caratteri diversi, due personalità diverse che sfociano in un grande amore
  • Skinny Love
  • L'Allieva 3 "Secondo me"
  • Mi sei scoppiato dentro
  • 𝑆𝑜𝑙𝑜 𝑛𝑜𝑖 [𝑇𝑜𝑑𝑜𝑟𝑜𝑘𝑖 /𝐵𝑎𝑘𝑢𝑔𝑜𝑢 𝑥 𝑅𝑒𝑎𝑑𝑒𝑟]
  • i tuoi occhi la mia cura
  • 𝐼𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑏𝑙𝑒𝑚𝑎 𝑠𝑒𝑖 𝑡𝑢 [𝐵𝑎𝑘𝑢𝑔𝑜𝑢 𝑥 𝑅𝑒𝑎𝑑𝑒𝑟]
  • La mia droga sei tu

Uno dei pochi ricordi che ho delle scuole elementari, è il mio nono compleanno. Era forse la terza o la quarta ora, e mancava l'insegnante. Nel pomeriggio mia madre mi avrebbe organizzato una festa a sorpresa, ma io non avrei dovuto sapere nulla. Stavamo ridendo e scherzando in gruppo quando, non so perchè, feci arrabbiare una mia amica e per dispetto mi disse >. Allibita, le chiesi quale festa e lei ancora più infuriata replicò >. Mi girai, seduta al mio banco e non dissi più nulla pensando alle sue parole. Io ho sempre odiato le sorprese. Ricordo che quel giorno faceva caldo e in aula c'erano le veneziane abbassate. Non filtrava molta luce e tra il buio, i miei pensieri e il caldo, all'improvviso svenni. Mi svegliai in un aula affianco alla mia, con l'insegnante di sostegno, la mia amichetta con cui avevo discusso e mia madre. Non seppi mai spiegare perchè successe ma tutt'ora, quando accumulo troppe tensioni mi capita di svenire. Al pomeriggio, la festa, la facemmo lo stesso e mi ricordo che è stata una delle più belle giornate della mia vita. Abbiamo mangiato, giocato, riso, parlato e alla fine, stremate, tutte le mie amiche se ne andarono a casa. Felice, ma stanca, ringraziai mia madre e andai a letto. Quelle amiche, una volta cresciute, non le vidi più tranne una: la mia amichetta con cui ebbi la discussione.

More details
WpActionLinkContent Guidelines