Babysitter ||Daniel Sharman

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WpMetadataNoticeLast published Thu, Mar 21, 2019
《Accidenti, si è rotto un piatto. Ti toccherà pulire》afferma lui divertito, con un ghigno dipinto sul volto. 《Potrei anche lasciarlo fare a te》mi impunto, non glie la farò passare liscia questa volta, ne ho già subite troppe. 《Sei tu la babysitter qui》mi apostrofa con quel suo sorriso sempre presente, i suoi occhi verdi mi fissano, incorniciati dalle sue stupende ciglia lunghe. 《Si da il caso che la babysitter sia per i tuoi fratelli piccoli, ma comincio a pensare che serva anche a te, penso che chiamerò la mia amica per farti da badante》rispondo sarcastica prendendo il cellulare in mano, le sue pupille seguono i miei movimenti. 《Non provarci, io voglio te》sospira, ancora una volta divertito dalla mia reazione, mentre alzo gli occhi al cielo e gli do una spallata, lasciando tutto quel casino da pulire a lui. #1 in Daniel Sharman
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(Volume 2). Cristiano esplora la sua relazione e la sua sessualità. La scatola di Edo contiene un suo oscuro segreto. "Lui se la toglie e resta con la t-shirt nera attillata che gli sta da dio. Sono quasi tentato di fargliela lasciare. Passo la mano sulla stoffa, me lo gusto un attimo così. «Sei bellissimo...» Ma sentirselo dire non gli sposta l'umore. «In quanti te lo dicono a scuola, eh? Stronzo.» Gli mordo la spalla sopra il tessuto, mi piace sentire la consistenza dei muscoli. Gliela sfilo e lo guardo. Mi accascio un attimo su di lui perché è tutto troppo, e resto qui, accarezzandolo un po'. «Allora?» insisto. «Cosa» mi chiede strofinando il naso all'altezza del mio petto. «Quanti ammiratori hai, a scuola?» «Meno di quelli che hai tu. Lo sai, in questi anni, quante ragazze mi hanno chiesto il tuo Instagram?!» «Non mi sembra di aver ricevuto tutte queste gran richieste.» «E ci credo! Perché col cazzo che glielo davo!» ride, adesso, e sento quella sensazione di caldo nello stomaco che mi invade e lo bacio con una certa intensità, lui risponde, mi accarezza, e poi si ricorda di non aver ricevuto ordini e toglie le mani da me. Sorrido. «Non ti ho detto che puoi toccarmi» lo provoco, adesso. Lui mi guarda. «Dài, Cri...» mi implora e lo bacio prima che possa dire altro e lui ricambia, stando al gioco, resistendo per divertimento, iniziando a sorridere. Lo faccio distendere sul divano, mentre gli accarezzo le braccia, le spalle, mentre scivolo con le labbra sul petto, sull'addome spettacolare. «Cri...» «Sta' zitto» sorrido. Poi scendo sulla porzione di pelle sotto l'ombelico, glielo bacio in modo decisamente peccaminoso, mentre lo strizzo sopra ai jeans. «Tu stai giocando col fuoco» ride. Io torno sulla bocca, sulla sua lingua che mi promette tutte le sue intenzioni."

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