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WpMetadataNoticeLast published Fri, May 27, 2016
La mia vita è stata rovinata quando avevo circa 15 anni,non che prima fosse particolarmente bella.Non fraintendetemi,non sono una di quelle persone che passano il tempo a lamentarsi perchè la loro vita non è perfetta.La vita non è perfetta.E io non ho avuto fortuna e quindi porto sulle spalle il peso degli errori di queste due persone,che la società mi obbliga a chiamare "genitori". Ho avuto la forza di andare avanti.Perchè non ho permesso a niente e nessuno di condizionare la mia vita.Nessuno ha mai potuto dirmi cosa fare,chi essere e cosa pensare.Ho scelto io.Io ho scelto di diventare ció che sono oggi.Non sono una persona asociale,preferisco solo stare da sola,con un libro in mano e i miei pensieri in testa.Le persone parlano troppo.Ti riempiono la testa di cose che non ti interessano,mentono,illudono,non ammettono mai di avere torto.Le persone non sono poi così interessanti,preferisco il profumo delle pagine di un libro,il profumo di inchiostro.Preferisco vedere i pensieri, di qualcuno che ha avuto il coraggio di condividerli con gente che non sa fare altro che giudicare e criticare,nero su bianco.Sono fatta così,a modo mio.Quell'incidente,dunque,ha cambiato la mia vita,perchè a volte si ha bisogno di un cambiamento drastico,doloroso per ritrovare se stessi.Io mi ero persa da tempo ormai.
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Scrivere poesie per me è veleno e antidoto, è il modo per mettermi faccia a faccia con la realtà, per esprimermi davanti agli altri, ma soprattutto davanti a me stessa: per capirmi, sentirmi, vedermi. Questa è una raccolta di poesie scritta in un anno difficile, un anno di cambiamenti e di crescita, una raccolta che parla d'amore, non sempre solo quello carnale, che parla di dolore e del bisogno dell'anima di essere ascoltata. Non seguo una metrica, non sono analitica e precisa, sono poesie scritte dalle emozioni, dal sentimento. "E così finisce quella poesia: accartocciata nel mio corpo, maltrattata, abbandonata. Io, io non ho paura, perché il poeta sono io, l'aguzzino e la vittima, io nelle mani di me stesso, debole e arrabbiato, foglio ma anche scrittore, poeta ubriaco di parole che impara a infliggere dolore solo a sè stesso " Poeta e anche poesia, perché qui dentro c'è la mia anima, la mia essenza. Non ho la pretesa che vi possiate sentire capiti da queste parole, ma in fin dei conti, ci spero

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