Tutti noi abbiamo una luce interiore, basta solo cercarla attentamente.
Quando sente queste parole Kitty Silver si mette quasi a ridere, ma ultimamente le sta capitando di
tutto e perché no? Trovare la sua luce interiore potrebbe darle le risposte che cerca.
La vita di Kitty è normale: va al cinema, alle feste con gli amici e passa le sue giornate nel bar della zia. Finché un pomeriggio cinque ragazzi le cambiano la vita, rivelandole una parte di lei che le era sconosciuta e portando con sé nuove domande.
Siamo davvero soli nell'universo? Silver non se lo era mai chiesto prima del 30 ottobre ma ora è tutto diverso.
Cosa faresti se tutta la tua vita fosse basata su una menzogna?
Una persona, Hailey White.
Una persona che conoscono tutti e nessuno.
Una persona che incute timore, e che allo stesso tempo porta curiosità.
Una persona che ha affrontato e che affronta ogni giorno cose che non vorremmo mai provare.
Ma lei affronta, affronta tutto come se fosse una distrazione, una distrazione da ciò che le hanno portato via segnando la vita della ragazza, ormai con nuovi amici, amici che non vorrebbe avere, amici che vengono chiamati incubi che per lei sono l'inferno.
Ad Hailey sarà assegnato un nuovo caso, un caso che la porterà a nuove scoperte che non avrebbe mai immaginato di fare.
Sbarrai gli occhi appena lessi cosa riguardava il caso.
«Stai scherzando vero?!» gli urlai contro; «Se stessi scherzando non avrei questi documenti» affermò lui con tranquillità ordinando alcune cose sulla sua scrivania.
«Mi stai dicendo che farò da babysitter ad una ventenne viziata per proteggerla da uno stronzo che sta cercando di farla fuori?!» urlai contro a Ryan alzandomi dalla poltrona.
«E per di più dovrei tornare a San Francisco? Non ci penso proprio» continuai con lo stesso tono; «Hailey, non puoi rifiutare, l'hanno detto i piani alti personalmente» rispose con tono pacato lui, come se la notizia non gli facesse il minimo effetto.
Vidi Ryan alzarsi ed avvicinarsi fino ad essere davanti a me, «Lee, dispiace anche a me non poterti vedere per un bel po', ma ora sei un agente, devi rispettare i tuoi doveri» disse abbracciandomi con fare paterno.
«Va bene, lo farò» risposi dopo un sospiro ed essermi staccata dall'abbraccio.
Era arrivato il momento di affrontare i miei demoni tornando in quella città, città che solo nominarla mi faceva venire la pelle d'oca.