King for a day

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WpMetadataNoticeÚltima publicación dom, may 7, 2017
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Kellin è un semplice ragazzo di diciotto anni, Victor di diciannove. Hanno due caratteri completamente diversi: Kellin è un ragazzo solare, attivo, molto amichevole con tutti; Victor un ragazzo timido, con difficoltà a trovare degli amici, con tanta voglia di urlare e poco coraggio di farlo. Si incontreranno nel modo più classico possibile: a scuola, solo che non sarà come i soliti romanzi rosa: "Si guardarono negli occhi e fu immediatamente amore, non sapevano dire come mai, ma già da quel momento erano sicuri di doversi stringere l'uno all'altro"; no, No, NO. -Se vi aspettate una storia del genere lasciate stare, non sono il mio forte cose del genere- Forse perché entrambi hanno una passione in comune, forse quello era soltanto un pretesto per iniziare a parlare con il nuovo compagno, ma grazie ad un testo scarabocchiato sul quaderno di Victor, i due faranno amicizia e inizieranno quella che sarà la loro amicizia, che tra mille dubbi, pianti e baci dati di nascosto, si trasformerà in una storia d'amore. !Avvertimento! Nello scrivere la storia, non ho descritto perfettamente il periodo in cui entrambe le band sono entrate nelle rispettive case discografiche e la loro discografia; cioè i pierce the veil qui, come primo album pubblicato, c'è "selfish machines" e non "a flair for dramatic" (anche se la casa discografica in cui entreranno inizialmente sarà la stessa in cui si ritrovarono quando fecero a flair for dramatic) mentre per gli sleeping with sirens, anche nel periodo di "with ears to see and eyes to hear" avevano nella band gli attuali componenti, cioè Justin, Gabe, Nick, Jack e Kellin.
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Sanremo, febbraio. Per qualcuno era solo un festival. Per altri era l'occasione della vita. Sayf - Adam all'anagrafe - abbassò lo sguardo sul pass plastificato che gli batteva contro il petto. Il suo nome stampato in nero sembrava quasi appartenere a un altro. Italo-tunisino, emergente, sconosciuto al grande pubblico. Doppi dread lunghi fino alle spalle, quasi sempre raccolti in una coda. Un baffetto sottile che gli dava un'aria troppo giovane per il peso che sentiva addosso. Non era lì per fare presenza. Era lì per essere notato. Sara fissava il proprio riflesso nello specchio dell'hotel mentre cercava di domare una ciocca ribelle. Ventitré anni. Da un paesino della Campania a Roma, da una stanza condivisa all'appartamento in affitto pagato con turni impossibili e sogni troppo grandi per essere detti ad alta voce. Da un anno, lei e Riccardo erano stati affiancati alla conduzione radiofonica di RDS: il giusto mix di energia e fame, avevano detto. Il giusto mix per parlare a una generazione che voleva sentirsi rappresentata. Sanremo era la vetrina più importante. Dirette, interviste, artisti, ascolti. Nessun margine d'errore. Si passò le dita tra i capelli scuri, raccolti in una coda alta. Il telefono vibrò sul comodino. Luca: "Spacca tutto." Sorrise. Lui era stabilità da ormai 2 anni, normalità, equilibrio. Studente di ingegneria, fisico atletico, presenza rassicurante in un mondo che correva troppo veloce.

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